domenica, 20 settembre 2020

Francofilm, quattro nazioni nel Palmarès

Francofilm, quattro nazioni nel Palmarès

Roma 25 marzo – Belgio, Libano, Canada-Québec e Ex Repubblica jugoslava di Macedonia entrano nel palmarès del Francofilm, il Festival del cinema francofono giunto alla nona edizione svoltasi come sempre a Roma al Centro San Luigi che lo organizza e lo ospita nella propria sede.

Il Gran Premio della Giuria lo ha conquistato il film belga “Noces” di Stephan Streker: “La violenza morale e fisica – si legge nella motivazione – esplode proprio dove i sentimenti dovrebbero essere maggiormente rispettati e custoditi: la famiglia. Il regista ci conduce nel groviglio delle contraddizioni sociali, culturali ed umane di una famiglia di immigrati: la legittimità di inseguire e raggiungere una vita migliore in Occidente, la difficoltà di derogare totalmente alle proprie tradizioni, la pretesa di restare fedeli a norme di vita incompatibili con altre leggi e ad ataviche imposizioni che si esigono irrinunciabili anche da parte delle nuove generazioni. Un film ben scritto e ben recitato. Un film che fa riflettere. e può contribuire al faticoso processo di accoglienza ed integrazione in corso in Europa”.

La giuria presieduta da Romano Milani Segretario generale del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani affiancato da Pamela Coppola fondatrice e direttrice della NAPIS società di sottotitoli elettronici e Vincenzo Mosca fondatore e presidente della Distribuzione internazionale TVCO, ha ritenuto inoltre meritevole di una Menzione speciale il film libanese “Ismaii” di Philippe Aractingi: “Un’opera poetica che lancia un messaggio sulla forza dell’amore che può affrontare ostacoli apparentemente insormontabili”.

La Menzione speciale del Francofilm è andata alla Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, che vi partecipa per la prima volta, per “The Secret Ingredient” di Gjorce Stavreski.
A catturare i favori del pubblico è stato, infine, “Les mauvaises herbes” di Louis Bélanger (Canada-Québec) costruito, a 20 gradi sottozero, intorno a un attore inseguito dai creditori e un eremita che coltiva clandestinamente cannabis.
16 i film in concorso arrivati a Roma da altrettanti Paesi – Albania, Armenia, Belgio, Bulgaria, Burkina Faso, Canada-Québec, Costa d’Avorio, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Francia, Grecia, Libano, Lussemburgo, Marocco, Romania, Svizzera e Tunisia – che fanno parte dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia. Dieci giorni di cinema, per la maggior parte inedito in Italia, arricchiti dalla presenza di registi ed attori e due anteprime italiane, “Chien” di Samuel Benchetrit e “Petit paysan – Un eroe singolare” di Hubert Charuel, che hanno aperto e chiuso la rassegna. Il cartellone e il coordinamento del Francofilm portano la firma, anche quest’anno, di Nolwenn Delisle.

Il Francofilm è organizzato dall’Institut français – Centre Saint-Louis dipendente dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede e diretto da Olivier Jacquot, in collaborazione con le Ambasciate e rappresentanze di Paesi membri dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia, con il sostegno di Air France e il patrocinio del Festival Internazionale del Film Francofono di Namur.

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