domenica, 20 agosto 2017

Franceschini: novità per il cinema

Franceschini: novità per il cinema

Cannes, 17 Maggio (l.d.c.) – Decreti attuativi prima dell’estate, ritorno al ‘pubblico’ per gli Studios in un completo riassetto di Cinecittà, che ne rilanci il ruolo e il ‘brand’ anche  con un possibile coinvolgimento della Rai: il ministro Dario Franceschini,  da Cannes, dov’è arrivato per la serata inaugurale del Festival, apre ufficialmente l’Italian Pavilion di Luce Cinecittà che ne ha fatto la casa internazionale del cinema italiano insieme ad Anica, con il contributo di DG Cinema, MISE ed ICE e annuncia, in un incontro informale ma denso di novità, una nuova stagione per il  cinema italiano. “Un nuovo modo di ricominciare dal pubblico e dalle alleanze volute anche attraverso la nuova legge finalmente in dirittura d’arrivo che sappia anche attrarre investimenti esteri”, dice, e a suo avviso è l’Europa la grande opportunità da cogliere perché “da soli siamo tutti piccoli, ma come EU siamo il più grande produttore e distributore di contenuti mondiali”. Ad accoglierlo il presidente e ad di Luce Cinecittà, Roberto Cicutto, con il presidente Anica Francesco Rutelli e il presidente dei distributori Anica Andrea Occhipinti, Gaetano Blandini, DG Siae, e Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema.

”L’Italia ha un patrimonio di talenti da far conoscere al mondo – dice subito il Ministro – e i sei film in cartellone a Cannes lo dimostrano”. Ma il cuore dell’incontro è la legge: “E’ stata attesa da qualche decennio ma ora aumenta le risorse, con una disponibilità minima di 400 milioni di euro annui, introduce regole innovative e importa un modello simile a quello francese, il fondo è alimentato dall’11% di entrate fiscali dai contenitori che utilizzano il cinema come contenuto. Valorizziamo l’industria ma anche il cinema di ricerca perché una quota che va dal 15 al 18% del fondo è destinata ai contributi selettivi, per i giovani, i cosiddetti film difficili, le opere prime e seconde”.

Una legge in cui, dunque, non lo nasconde il Ministro, l’Italia ha ‘copiato’ qualcosa dai francesi importando quanto di buono c’è da sempre nell’offerta dell’attenzione politica al cinema. “Condiviso e costruito con tutte le categorie, anche se a volte senza una piena soddisfazione, il progetto si inserisce in una scelta del sistema paese: la legge cinema è stata voluta dal premier Matteo Renzi e portata avanti dal suo successore Paolo Gentiloni, ed è una scelta ampiamente condivisa dal Parlamento perché – dice ancora il Ministro – il cinema è un settore trainante”.

L’iter dei primi sei decreti attuativi è concluso, e prima della pausa estiva verrà completato l’intero  percorso. I decreti approvati sono relativi al Consiglio superiore dell’audiovisivo, al Nuovo fondo cinema e audiovisivo, ai criteri per la nazionalità dei film. Altri tre sono stati inviati ai ministeri di riferimento (tax credit) e altri cinque, tra cui la disciplina dei contributi automatici, selettivi e di promozione, saranno perfezionati per la firma alla fine della prossima settimana, sarà nominata anche una commissione di cinque esperti. Dunque entro la fine di maggio quattordici decreti saranno stati emanati, mentre gli altri sei, in corso di lavorazione, saranno adottati entro metà giugno e nel mese di luglio sarà la volta dei decreti legislativi.

Un cenno in più infine al riassetto di Cinecittà:  “la nuova norma approvata dal Parlamento consente una svolta positiva, con la messa in discussione del rapporto con i privati di Cinecittà Studios, ovvero un ritorno alla proprietà pubblica con il coinvolgimento della Rai”. L’obiettivo è ”la costruzione di una cittadella del cinema e dell’audiovisivo, volano anche per attirare nuovi investimenti stranieri con il tax credit”.

Franceschini parla anche di “contributi per la ristrutturazione delle sale con la possibilità di deroghe alle norme urbanistiche per le sale di città” e del cinema da studiare a scuola. Sul fronte della stagionalità, si farà ”un lavoro di promozione e incentivi per chi esce d’estate dopo l’impegno del secondo mercoledì del mese a prezzo scontato”. Bisogna ”ragionare come cinema europeo, ovvero imparare a non affrontare i giganti della rete singolarmente, perché siamo tutti piccoli come singoli Paesi, ma come continente siamo il più grande produttore e fruitore di contenuti audiovisivi”.  Un motivo in più per attendere con la speranza di rinnovare un’intesa anche la nomina del nuovo ministro della Cultura francese dopo l’ottima intesa con ben tre ministre che lo hanno preceduto.

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