mercoledì, 23 settembre 2020

Fiorello e Favino in commedia

Fiorello e Favino in commedia

Roma, 28 settembre (r. cin.) – Una commedia che vuole rendere omaggio a quella all’italiana degli anni ’60 ha fatto incontrare sul set Beppe Fiorello e Pierfrancesco Favino, protagonisti – come non li avevamo ancora mai apprezzati – di Chi m’ha visto di Alessandro Pondi, da oggi nelle sale.

Fiorello – che è anche nel ruolo di co-sceneggiatore e produttore con Ibla Film, Rosa Film del fratello Rosario, Rai Cinema e Rodeo – veste i panni (tra rock e vintage) di Martino Piccione, un chitarrista che collabora con i più grandi divi della musica leggera italiana, solo che nessuno lo degna di uno sguardo, perché lui è quello che sul palco sta dietro e i riflettori sono tutti puntati sul cantante famoso. D’altra parte il mondo dello spettacolo è così: non conta quanto vali, conta quanto appari. E tutte le volte che Martino ritorna a casa nel suo paesino in Puglia, deve subire le ironie dei suoi concittadini che lo prendono in giro per la sua ossessione di diventare un musicista famoso. Per questo, con l’aiuto del suo migliore amico Peppino, un “cowboy di paese” con pochi grilli per la testa, decide di mettere in atto un piano strampalato pur di attirare l’attenzione su di sé: organizza la propria sparizione. Ma questo gesto estremo porterà a conseguenze davvero inaspettate…

Come spiega Fiorello, “Il film nasce da un soggetto del chitarrista Martino De Cesare e si basa su una storia vera. Una sera, tornando a casa da una tournée, trovò sua madre molto più attenta a un programma tv sulle persone scomparse che al suo ritorno. Immaginò quindi di scomparire per farsi notare”.

Il fatto di essere al centro dell’attenzione e “considerati”, ai tempi d’oggi, sembra essere di fondamentale importanza: “Viviamo in un’epoca in cui tutti vogliono esserci e se non appari un giorno sui social network non esisti – dice l’attore – Non volevo lanciare un messaggio, ma solo prendere spunto da questa storia per far divertire il pubblico”.

Favino ha accettato con entusiasmo di recitare in un film brillante, in modo del tutto inedito: come racconta Fiorello, “Quando ho proposto il copione a Pierfrancesco pensavo rifiutasse, invece ha accettato. Ma ad una condizione: essere libero di lasciarsi andare. Alla fine, mi ha detto di essersi divertito da morire. Abbiamo improvvisato molto e tra noi si è creata una sintonia incredibile”.

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