mercoledì, 30 settembre 2020

‘Figlia mia’ successo negli Usa dove il film uscirà in sala

‘Figlia mia’ successo negli Usa dove il film uscirà in sala

Roma, 29 aprile – Distribuzione americana per Figlia mia di Laura Bispuri che, dopo il successo
al Tribeca di Robert De Niro ha concluso con questa bellissima notizia la tournèè americana. L’annuncio dopo l’appuntamento con il pubblico di Washington dove al film, alla regista e ad Alba Rohrwacher, che ne è protagonista insieme a Valeria Golino, è stato dedicato un evento speciale in occasione di un’altra rassegna americana, il Washington DC Festival che si è appena concluso.

Al Tribeca FilmFest Laura Bispuri aveva gia’ portato Vergine Giurata, cui era stato attribuito il prestigioso Premio intitolato alla sceneggiatrice e regista Nora Ephron: un successo anche di pubblico che al Festival di De Niro si è rinnovato con ‘quest’opera seconda della regista, presentata fuori concorso e capace, come si è dimostrato, di accendere, oltre il cinema,
interesse, sorpresa, apprezzamento. Lo aveva dimostrato già al debutto del film in concorso a
Berlino le critiche di Variety, The Hollywood Reporter e altri giornali leader nell’informazione
cinematografica mondiale, ma, come ha spiegato a Washington, intervstata da Laura Delli Colli, Alb
Rohrwacher “a volte proprio dallo scambio che nasce negli incontri con il pubblico e la stampa il film fiorisce letteralmente dando il meglio di sè, aggiungendo che “proprio questo stavolta ha arricchito, anche in America, il percorso di Figlia mia, dopo Berlino, nei numerosi
incontri che hanno siglato un dialogo importante con gli spettatori” .

Uno scambio che in America ha convinto Strand Releasing a distribuire il film, com’è stato annunciato alla fine del FilmFest di Washington dove la proiezione ha registrato il sold out e Figlia mia è stato soprattutto protagonista dell’evento organizzato in onore di Bispuri e Rohrwacher all’Istituto di Cultura italiano a Washington, un incontro affollato e ricco ei domande, voluto dal Direttore dell’Istituto, Emanuele Amendola e organizzato dl responsabile delle pubbliche relazioni Michele Giacalone, moderato da Laura Delli Colli che ha centrato il dibattito con la regista e l’attrice non solo sui temi del film ma anche sul fermento che anche in Italia sta facendo registrare il movimento delle donne del cinema.

”In generale negli Stati Uniti sento un grande calore verso il mio lavoro, e un sostegno forte, importante, che è un incoraggiamento a continuare su questa strada” ha spiegato Laura Bispuri. Mi chiedo se non arrivi perché nei miei film, pur partendo da situazioni particolari, affronto temi
decisamente contemporanei. E se devo darmi una risposta penso proprio che ad aver successo
nell’incontro col pubblico sia il tema universale della maternità e la lotta spesso silenziosa delle donne sui temi delle donne”. Come accade a proposito delle iniziative che, sull’onda di #metoo, sono nate grazie a Dissenso Comune, del quale proprio Alba Rohrwacher , che ne ha anche creato il logo. Si è soffermata a spiegare contenuti e obiettivi. Come #MeToo a Hollywood e nel
mondo, ha spiegato l’attrice “In Italia Dissenso Comune ha voluto unire le voci delle donne, in ogni ambito, non solo dell’industria del cinema: non vogliamo solo aumentare la consapevolezza sugli abusi e le iniquità che le donne subiscono, anche oltre il cinema, ma anche portare avanti azioni concrete per promuovere il cambiamento”, ha aggiunto la Rohrwacher.

Un filo rosso tra #metoo e l’Italia riguarda anche Figlia mia ha anche spiegato la Bispuri, e in
particolare il suo cinema dove “i personaggi femminili vivono spesso ingabbiati dal corpo, il Paese, la cultura, la situazione. Nel film, come nella vita, le donne in fondo devono intraprendere un viaggio per liberare se stesse…” E a proposito di viaggi quello americano del film si è concluso a Washington con la consegna ad Alba Rohrwacher dell’Italian Cultural
Icon award, Premio al valore ornai ‘iconico’ che l’attrice ha conquistato all’estero, tra cinema e moda, sintetizzato in un’opera concettuale realizzata dall’artista Emilio Cavallini.

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