sabato, 28 marzo 2020

‘Figli’ in tragicommedia di sopravvivenza con Mastandrea e Cortellesi

‘Figli’ in tragicommedia di sopravvivenza con Mastandrea e Cortellesi

Roma, 17 gennaio (Fr. Pierl)  Diventare genitori due volte in un Paese  a crescita zero e sopravvivere all’impresa, fra mancanza di servizi, crisi di coppia, poche opportunità e una società, che ruota intorno e fa affidamento sulla generazione più anziana e numerosa. Sono i tanti temi che lo sceneggiatore, regista e commediografo Mattia Torre, scomparso prematuramente a luglio, ha fuso come autore dello script tratto (la regia, rendendosi conto di non poter portare avanti il film da solo, l’ha affidata a Giuseppe Bonito) in una tragicommedia irresistibile e coinvolgente, Figli. Il film, in sala dal 23 gennaio in 400 copie con Vision Distribution, mette insieme per la prima volta sul grande schermo come protagonisti Paola Cortellesi e Valerio mastandrea, intorno a loro un cast straordinario di contorno composto da tanti attori e amici che hanno lavorato con Torre negli anni, da Paolo Calabresi a Valerio Aprea, da Stefano Fresi a Betti Pedrazzi.

  La storia, adattamento di uno dei suoi sette atti unici di In mezzo al mare (Mondadori), con un tono di un manuale di possibile sopravvivenza a disastri quotidiani assortiti, con tanto di comica illustrazione di varie tipologie di genitori  prende il via dall’arrivo per Sara (Cortellesi) e Nicola (Mastandrea), già genitori di Anna, 6 anni, di un secondo figlio. Fra nonni originali, tate improbabili, recriminazioni reciproche, stanchezza, chat di classe, festifici, cene di genitori e figli mascherati per carnevale, la coppia inizia a vacillare…

 

Bonito, che era stato aiuto regista di Torre in Boris, e aveva collaborato con lui in La linea verticale, spiega che l’offerta di fare il film  “è stata repentina.i Mattia mi ha chiamato quando dopo aver capito che non avrebbe potuto portare avanti l’impegno per Figli da solo, quando ha visto che faceva fatica. Mi disse che aveva bisogno regista di sostegno,un ‘plenipotenziario’. Io ero disorientato all’inizio, non pensavo di essere in grado, visto che non ho figli e che il mio primo film (Pulce non c’è, ndr) era drammatico. Lui mi rispose dicendomi che mi aveva scelto per istinto”.

Sia Valerio Mastandrea (già protagonista, per torre, fra gli altri de La linea verticale) e Paola Cortellesi, da genitori, si sono “riconosciuti in tante cose, soprattutto nelle scene di dibattito e conflitto abbiamo ritrovato cose passate nei nostri nuclei famigliari – dice l’attore -. Credo che in questo film ci sia tutto il modo di approcciare la realtà di Mattia. Racconta la realtà con sfrontatezza, stando dentro le cose. Dentro c’è tanto del suo bagaglio emotivo e sentimentale. Mentre giravamo mi faceva molto ridere e pensare su che grande fortuna ha avuto la gente a stare a contatto con quello che Mattia poteva dare e ricevere”. per Paola Cortellesi “il film parla di una coppia, di come mantenere equilibrio in una lunga relazione, un percorso in cui serve tanto lavoro e venirsi incontro per conservare un rapporto saldo e vivo. È un film d’amore sul lavoro certosino che serve mantenerlo”L’attrice si è riconosciuta “in tutte le tipologie dei genitori di cui parla il film, e ridevo di me stessa. Non si raccontano cose surreali, ma cose vere e mi riconoscevo in tante manie e idiosincrasie. Nel vedere la realtà attraverso l’ironia di Mattia trovi il modo di riderne”.   I due protagonisti avevano già lavorato insieme ma mai al cinema: “Questo era il momento giusto, ci siamo divertiti a respirare uno il registro dell’altro. E’ stato bello poter ridere piangendo e piangere ridendo”.

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