sabato, 21 settembre 2019

Festa del cinema di Roma, da Scorsese a film da Oscar

Festa del cinema di Roma, da Scorsese a film da Oscar

Roma, 5 ottobre (Fr. pierl) – “Abbiamo cercato la varietà, la qualità e speriamo anche l’identità. Sono fiero del fatto che i talents con noi vengano per condividere non per motivi di promozione”. Ci tiene a sottolinearlo il direttore artistico Antonio Monda, presentano la 13/a edizione della Festa del Cinema di Roma (18 – 28 ottobre). “Per me 13 è un numero fortunato e voglio crederlo. Mi piace moltissimo il programma che ha creato Antonio con tutto il gruppo di selezionatori – spiega Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma – Questa è una Festa che insieme vuole essere internazionale, e per la città, molto raffinata e popolare. Una festa che ha una strana contraddizione. L’icona sul poster (Peter Sellers, al quale è dedicata una retrospettiva, ndr) è dichiaratamente maschile, ma c’è una grande qualità e quantità di presenze femminili”.

La manifestazione, che ha un budget al di sotto dei 3 milioni e mezzo di euro, presenta film da 31 Paesi diversi, con 34 prime mondiali (fra le quali l’attesissimo The girl in the spider’s web di Fede Álvarez, adattamento del bestseller di David Lagercrantz, nuovo capitolo della saga di Millennium di Stieg Larsson, con Claire Foy nei panni di Lisbeth Salander), 9 prime internazionali e 7 prime europee. Nel programma ci sono “tre parole chiave: la prima è donna, perché questa è una festa molto al femminile, con 12 registe donne in selezione; la seconda è memoria, con documentari che trattano temi come gli orrori delle leggi razziali, il ghetto di Roma e in Who Will Write Our
History di Roberta Grossman, prodotto da Nancy Spielberg (sorella di Steven) la deportazione dal ghetto di Varsavia: la terza è cinema del reale”.

In un anno che ha come fil rouge il noir affrontato in maniere diverse, la Festa propone film per cui già si parla di Oscar come Beautiful boy di Felix Vin Groningen, con Timothée Chalamet e Steve Carell e il documentario Three identical strangers di Tim Wardle. Fra i grandi autori Michael Moore con Fahrenheit 11/9 sulle ragioni che hanno reso possibile l’avvento di Trump; il premio Oscar Barry Jenkins (Moonlight), con If Beale Street Could Talk e Peter Jackson con il documentario They Shall Not Grow Old. Grande spazio al cinema italiano dalla selezione ufficiale con Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis (“un film potente e coraggioso) e i documentari Corleone Il Potere Ed Il Sangue – Corleone La Caduta di Mosco Levi Boucault e Diario di tonnara di Giovanni Zoppeddu, al film di chiusura Notti magiche di Paolo Virzì.

Non mancheranno divi e maestri del cinema, tra omaggi e incontri ravvicinati, come Martin Scorsese e Isabelle Huppert che riceveranno rispettivamente il Marco Aurelio alla carriera da Paolo Taviani; Cate Blanchett(che presenta anche il fantasy Il mistero della casa del tempo), Sigourney Weaver, Shirin Neshat, Alba e Alice Rohrwacher. Giuseppe Tornatore “che ha scelto per noi i suoi sei noir preferiti – spiega il direttore artistico – Mario Martone in una conversazione sul caso Elena Ferrante; il delegato generale del Festival di Cannes Thierry Fremaux che affronterà il caso Netflix, Jonathan Safran Foer che parlerà dei film della sua vita”. E per la musica, tra gli altri, Rovazzi, gli Afterhours con un documentario sulla band, e sempre restando in territorio musical, un film non fiction su Francesco De Gregori, ‘Vero dal vivo di Daniele Barraco. Protagonisti degli omaggi, Vittorio Taviani, anche con il restauro di uno dei capolavori dei fratelli registi, San Michele aveva un gallo che verrà presentato da Scorsese; Robert Redford (che non sarà a Roma), con la proiezione di quello che l’attore ha detto sarà il suo ultimo film da interprete, The Old Man & The Gun di David Lowery; Adriana Asti, con un corto di Marco Tullio Giordana; Flavio Bucci con ‘Flavioh’ di Riccardo Zinna; e ancora Claude Lanzman e Milos Forman e Vittorio Gassmann “raccontato dal bellissimo documentario di Fabrizio Corallo ‘Sono Gassman!” Vittorio Re Della Commedia’, per la cui anteprima interverrà mezzo cinema italiano” dice Monda.

Quando gli chiedono cosa invidi alla Mostra del Cinema di Venezia, il direttore artistico risponde sorridendo: “La storia, il budget e quel pubblico, molto rispettoso, che sa restare composto anche quando c’è qualche problema tecnico in sala, come l’interruzione della proiezione del film con lady Gaga, A star is born”.

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