mercoledì, 23 agosto 2017

Ferreri, lucida follia 20 anni dopo

Ferreri, lucida follia 20 anni dopo

Cannes, 26 maggio  (l.d.c.) – Proprio nell’anno delle celebrazioni e a vent’anni esatti dalla sua scomparsa Cannes ha dimenticato un autore italiano amatissimo in Francia come Marco Ferreri ma un film ne risarcisce, fin dal titolo, la ‘lucida follia’. E, almeno sullo schermo dell’Italian Pavilion, lo ha ricordato con le prime immagini del documentario prodotto da Nicoletta Ercole che  Anselma Dell’Olio, giornalista e critico, ma in questo caso regista, sta finendo di montare, dedicato al suo grande talento.

E’ un film che nasce dall’amicizia: costumista e collaboratrice era grande amica del regista e di sua moglie Jacqueline Nicoletta Ercole, che produce il film insieme a Mauro Cappelloni e Riccardo di Pasquale, e Anselma Dell’Olio è legata a Ferreri, come ad altri grandi nomi del cinema italiano nella stagione della sua vita che ha anticipato il suo rapporto con il giornalismo, quando lavorava proprio sul set accanto ai registi. Il film sicuramente pronto per i selezionatori della prossima Mostra di Venezia. “Un documentario così è giusto per un critico- dice- volevo guardare il suo cinema e realizzare una pellicola che riuscisse a destare curiosità, a far riscoprire e riamare i suoi film”.

Con Nicoletta Ercole ha in comune gli inizi con Ferreri sul set di Ciao maschio, dove si sono conosciute: “In quel film Marco mi ha strapazzata come pochi al mondo hanno mai fatto, però sul set erole sue orecchie perché giravamo in inglese ed io, avendo lavorato fino a quel momento in America, avevo grande dimestichezza con la lingua”. Ferreri amato, Ferreri dimenticato…“Sì,come il cinema di questi anni neanche Cannes ne ha ricordato ricordato il genio”  dice ancora Anselma Dell’Olio. “Ma il suo cinema ha anticipato di trent’anni perfino un film come Indivisibili di Edoardo De Angelis, che ricorda la storia raccontata nel 1964 in La donna scimmia”. Nicoletta Ercole, diventata costumista proprio con lui, racconta il suo primo incontro con Ferreri, in un pomeriggio del ’77, quando squillò il telefono, e una voce disse ‘Sono Marco Ferreri, me serve una costumista che me veste una scimmia con una pelliccia di giaguaro’. Pensai a uno scherzo e riattaccai subito. Mi richiamò dopo un paio di minuti, e appena capii che era davvero lui, mi precipitai sul set correndo come una pazza col motorino”.

Il film era Ciao maschio, con Marcello Mastroianni e Gerard Depardieu. Fu fu solo il primo di una lunga collaborazione tra i due, da Chiedo asilo, a I love you, a Diario di un vizio, solo per citarne alcuni. Tornando al film che ha il solo precedente di un documentario di Mario Canale, peraltro appena riaggiornato, se  rappresneta il debutto alla regia per il grande schermo di Anselma Dell’Olio, anche sceneggiatrice, che si era occupata finora solo di film per la tv, racchiude, com’è ovvio tra le sequenze recuperate(molto faticosamente) di film per larga parte scomparsi, testimonianze di amici e collaboratori: da Isabelle Huppert a Roberto Benigni (“Solo il nome anche a dirlo adesso mi fa sobbalzare il cuore”), a Sergio Castellitto che dell’esperienza sul set de La carne (1991) ricorda: “Con lui sicuramente eri libero, ma dentro una gabbia che controllava molto bene”.

 

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