lunedì, 24 aprile 2017

Femminismo! Un film lo racconta

Femminismo! Un film lo racconta

Roma, 26 gennaio (red.cin.) – Un documentario girato per rispondere ad un’urgenza, una riflessione sulle battaglie delle donne di ieri che sembrano a volte vanificate da una certa rassegnata indifferenza delle ragazze di oggi. E’ Femminismo! di Paola Columba, una riflessione sul movimento nella società 2.0 che ha spezzato sorprendentemente  il filo non solo della lotta e della ribellione ma anche solo della consapevolezza assistendo, a volte con una sconcertante passività, a quella che la lotta e le conquiste delle donne di ieri vivono come una vera  e propria  retromarcia  nella conquista dei diritti, non solo delle donne. E’ davvero questa la lezione che le femministe storiche hanno tramandato alle loro figlie e in qualche caso alle ‘nipoti’I del movimento? Nel film presentatocon successo a Roma rispondono  in prima persona le protagoniste degli anni ’70: Lidia Ravera, Dacia Maraini, Emma Bonino, Piera Degli Esposti, Maria Rosa Cutrufelli, Luisa Muraro, Lea Melandri e tante altre che coraggiosamente hanno lottato e non hanno mai mollato le loro battaglie anche nella quotidianità. Ma una lezione la illustrano anche I materiali d’archivio (soprattutto quelli dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e le testimonianze davvero stupefacenti in qualche caso raccolte trale studentesse di oggi da Paola Columba che ha anche scritto e coprodotto il film con Fabio Segatori, Certo c’è spazio anche per le rivolte odierne, quelle delle Femen e delle Pussy Riot, in un presente sempre più schiavo di stereotipi sessuali veicolati dalla pubblicità ai videogame

“Femminismo è diventata una parola scivolosa – riflette Lidia Ravera, scrittrice, femmnista e oggi assessore alla Cultura della Regione Lazio – che non mette a fuoco, invece il film è sostanzioso ed esprime un altro sguardo sul mondo. Nel ’68 facevo il primo superiore e i compagni mi facevano scrivere i volantini perché scrivevo bene ma dovevo adeguarmi alla scaletta che veniva dettata da un maschio, così sono diventata femminista” Erano gli angeli del ciclostule, allora, la ragazze militanti. “Quelle di oggi non lo sanno, ma proprio noi abbiamo contribuito a anche alla lori consapevolezza.. Se da una parte penso che chi non è femminista sia scema, dall’altra sono contenta che quelle che non voglioni abbiano anche il coraggio anche di dirsi non femministe”. E mentre le madri storiche arrivano sulla soglia della vecchiaia, Ravera suggerisce una nuova frontiera del dibattito: “Perché il femminismo non tematizza il dolore femminile nell’invecchiare in una società dove dobbiamo essere tutti freschi come lattughe? Vorrei rivedere i piccoli gruppi di ieri, vorrei che ci rivedessimo a far di nuovo rete…”.

Paola Columba, Paola Scarnati dell’Aamod, che acquisirà per il suo archivio oltre 50 ore di interviste integrali dale quali è stato tratto il montaggio di molte testimonianze spiega c’è una forte frattura nell’acquisizione dei materiali all’inizio degli anni ’80. Ed è proprio alla nascita delle tv berlusconiane che si fa risalire il ritorno della donna oggetto. Una certezza per Marida Lombardo Pijola, giornalista di lungo corso al Messaggero, oggi blogger sempre più attenta all’osservazione delle e degli adolescenti. “Viviamo in una cultura di retroguardia, terrificante. Ma non tutto è perduto “ dice “se ancora almeno vediamo le ragazze manifestare contro Trump e contro l’ultima violemza: il femminicidio. Siamo la maggioranza nel mondo del lavoro, siamo presenti nel giornalismo, nella politica. Però le bambine sono state travolte da una controrivoluzione e non capiscono”.

“Nessuna conquista è per sempre”  – scrive del resto la Presidente della Camera Laura Boldrini, bersaglio di violenti attacchi sessisti- “nessun diritto vive per inerzia, oggi è necessario che quella parità venga rilanciata”. Maria Rosa Cutrufelli  aggiunge: “Non invidio le ragazze di oggi. Per noi le discriminazioni erano come macigni che ci sbarravano la strada, oggi è più difficile vedere dove stanno i macigni perché passano per l’immaginario, l’espropriazione del corpo, le servitù domestiche ancorarisolte a senso unico, senza troppa fantasia nè divisione corretta dei ruoli”. Femminismo! è stato già richiesto per proiezioni a Milano, Bologna, Parma, Rimini, Grosseto, Viterbo, Roma, Bari, Matera, Rende e Cagliari. Il film è stato realizzato anche in collaborazione con Roma Tre.

 

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