sabato, 19 settembre 2020

Felliniana, in viaggio nei sogni di Fellini con Ferretti e Lo Schiavo

Felliniana, in viaggio nei sogni di Fellini con Ferretti e Lo Schiavo
Photo Credit To Andrea Martella

Roma, 1 febbraio (Fr. Pierl) – “A volte per venire a Cinecittà partivamo insieme da Canova, il bar a Piazza del Popolo e nel viaggio in auto lui mi chiedeva sempre, ‘Dantino che ti sei sognato?’. All’inizio gli dicevo la verità che non mi ricordavo i sogni, o non ne avevo fatti. ma poi ho iniziato a inventarli pensando al suo cinema o a ricordi di infanzia nella mia città, Macerata. Come quando andavo dalla sarta”. E’ la suggestione, racconta Dante Ferretti che ha ispirato Felliniana – Ferretti sogna Fellini, l’istallazione permanente che apre dal 1 febbraio negli Studi di Cinecittà, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del maestro del cinema. Un percorso in tre sale, punteggiato dai poster e le suggestioni dei film di Fellini, creato dagli scenografi tre volte Premi Oscar Ferretti e la moglie Francesca Lo Schiavo, storici collaboratori del cineasta.

Un viaggio che comincia,da una Fiat 125 s blu nella quale Dante Ferretti, con blocco per gli schizzi in mano, racconta a Federico Fellini sogni inventati. Un’immagine, ricostruita con il modello originale di auto, e i manichini iperrealisti realizzati da Makinarium. Si prosegue arrivando nella casa di piacere ispirata a La città delle donne, un bordello lunapark con Marcello Mastroianni /Snaporaz, insieme a soubrette in bikini che scendono da uno scivolo bordato di rosso.

Per tirovarsi poi al cinema Fulgor, una rievocazione della sala di Rimini dove Fellini bambino ha sviluppato il suo amore per il cinema. “Grazie a Federico ho imparato che si può fare di tutto e che anche gli errori sono fondamentali, perché consentono di rendere ciò che crei ancora più reale o più di fantasia a seconda dei punti di vista” spiega Ferretti, che ha conosciuto Fellini nel 1969, sul set di Satyricon, come assistente di Luigi Scaccianoce, per poi diventare suo scenografo, da Prova d’orchestra (1978) all’ultimo film, La voce della luna (1990). Francesca Lo Schiavo invece è stata per Fellini set decorator da E la nave va (1983): “L’incontro con Federico è avvenuto a inizio della mia carriera e ha aperto totalmente la mia mente – sottolinea -. Mi ha dimostrato che tutto era possibile, che non c’erano limiti e questo ha contrastato molto con le esperienze successive nel cinema americano, che pur essendosi abbeverato a Fellini, è molto più legato alle regole. Con Federico si improvvisava tutti i giorni, senza schemi. Lui aveva una mente incredibile che ha previsto tantissime cose. Mi sono sentita piccolissima ma talmente onorata di averlo conosciuto e essere stata parte della sua vita di lavoro”. L’installazione parte da una giocosa ma anche molto fruttuosa consuetudine di Ferretti con Fellini: raccontargli sogni inventati. Per ‘Felliniana’ non ho “mai pensato a un set, ma a ricreare delle immagini che avevo nella mente – aggiunge Lo Schiavo – . Dall’arrivo insieme a Cinecittà di Dante e Federico, a Marcello che in La città delle donne, scopriva il suo universo femminile e il cinema Fulgor che ha rappresentato l’iniziazione al di Fellini al cinema”. Un Fulgor “totalmente ridisegnato – precisa Ferretti – Quello vero mi pare avesse le pareti grigie, io l’ho immaginato con un gusto un po’ americano, creando una sala che ti avvolge e ti porta sullo schermo”. Con Felliniana “più Cinecittà di così non si può – dice Roberto Cicutto, ad e presidente di Luce Cinecittà e neo presidente della Biennale di Venezia -. L’installazione arricchisce l’offerta espositiva degli studios e evidenzia la capacità di questo luogo unico di mettere insieme attività culturali, industriali e divertimento”.

Leggi anche