domenica, 20 agosto 2017

Fassbender e Vikander, che coppia!

Fassbender e Vikander, che coppia!

Lido di Venezia, 1 settembre (Fr. Palm.) – Complici e affiatati sul set e nella vita: la coppia formata da Michael Fassbender e Alicia Vikander ha portato alla Mostra bellezza e sentimento con The light between oceans di Derek Cianfrance, melò che ha (ri)unito i due attori su un’isola australiana illuminata da un faro, in cui si consuma una storia d’amore intensa e messa a dura prova dal destino.

Sul lavorare insieme, Alicia racconta: “Sapevo che Michael desiderava molto interpretare Tom. Io ho cercato di fare del mio meglio e di giocare la mia partita, anche se ero nervosa”. Se lei era nervosa, Fassbender si è definito addirittura “terrorizzato”, perché cosciente di quanto la sua compagna fosse “affamata di avere quel ruolo, di cogliere l’opportunità. Quando ho iniziato a recitare, l’ho provata anche io quella voglia di emergere sulla scena ed essere lì con lei è stata un’esperienza forte”.

Il regista, già autore di complessi intrecci amorosi (Blue Valentine) e familiari (Come un tuono), ha letto il romanzo di M. L. Stedman e subito ha capito la potenzialità cinematografica della trama: un uomo, reduce dalla guerra, torna a vivere grazie all’amore di una donna che vorrebbe dargli un futuro e una famiglia, ma non tutto va come nei loro “piani”. E quando dal mare arrivano un morto e un neonato…

“Ero stufo di me stesso, volevo un film che fosse un adattamento – dice Cianfrance – Ho avuto tre le mani tanti libri, ma questo mi ha suggerito un’immagine: il faro getta luce proprio come fa il riflettore del cinema. E questa storia sul guardiano del faro, sua moglie, un’isola e un segreto mi ha colpito”.

Si tratta, aggiunge il regista, di “una battaglia sulla verità e sull’amore, di un dilemma che si scioglie attraverso le emozioni. Tom sa sempre la differenza tra ciò che è giusto e sbagliato, è un personaggio molto morale, che riprende vita grazie a una donna che gli fa ribattere il cuore. Proprio questo mi interessava, quando il cuore va avanti e gestisce tutto, al posto della mente”.

La Vikander spiega cosa le è piaciuto del copione: “Parla di persone reali, del desiderio di famiglia, di amore, perdita e lutto. Insegna che bisogna imparare a perdonare”. Non essendo madre, calarsi nella parte e risultare credibile è stata una sfida: “Il desiderio di maternità è condiviso da molte donne, io ho usato l’immaginazione e la fantasia per capire cosa il mio personaggio avrebbe provato. La maternità è un grande mistero, mi chiedo se un giorno avrò una mia famiglia”. Secondo il regista, “è madre chi partorisce ma anche chi cresce i figli e nel film non ci sono buoni e cattivi, c’è una riflessione sull’essere genitori e su cosa accade quando si perde un figlio, anche in una tragedia”.

Fassbender sottolinea che la pellicola “è una storia d’amore ma parla soprattutto della vita e dei danni della guerra. Ed è vero, come ha notato Alicia, che parla di come sia importante perdonare e lasciare andare. Se tanta gente è sopravvissuta alla morte, siamo in grado di superare grandissimi ostacoli e dobbiamo essere ancora positivi”.

 

 

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