sabato, 20 luglio 2019

‘Fantasticherie’ animate

‘Fantasticherie’ animate

Roma 13 novembre (Fr. Pierl) – Dopo aver vinto  già vinto vari premi in festival internazionali, dal Grand Prix de La Samain du Cinema fantastique di Nizza, al Best World Film del Boston Science Fiction Film Festival, arriva in sala il 19 novembre con Mediaplex la favola moderna fantasy Fantasticherie di un passeggiatore solitario, opera prima di Paolo Gaudio, che mescola varie forme di stop motion, come la claymation, con la plastilina, la cut-out realizzata con la carta e la pixillation, nella quale sono gli attori ad essere animati a passo uno, con live action ed effetti speciali.  Tra gli interpreti della storia, che unisce un’ambientazione contemporanea, una ‘magica’ ottocentesca e un mondo di plastilina, ci sono Lorenzo Monaco, Luca Lionello, Nicoletta Cefaly, Fabrizio Ferracane e Domiziano Cristopharo.

 

Protagonista è Theo (Monaco), laureando solitario, a parte l’amica Chloe (Cefaly), in cerca del libro incompiuto perfetto. A catturare la sua attenzione è il misterioso ‘Fantasticherie di un passeggiatore solitario’, scritto nel 1876 da Jean Jacques Renou (Lionello). Al centro della vicenda, un bambino che in un bosco senza tempo inizia a seguire un uomo anziano che con un misterioso libro realizza magie. Per Renou però non è solo fantasia: ha infatti imprigionato un Necromante, demone dagli enormi poteri, per ricreare la sua ‘fantasticheria’ più importante, la 23, capace di guidarlo in un luogo straordinario, la Vacuitas. Theo, oppresso da un trauma legato ai suoi genitori, decide di compiere lo stesso cammino.

“I tre mondi sono uniti da una sorta di realismo magico – dice il cineasta -. Ogni punto d’arrivo è un punto di ripartenza”. Effetti e ‘creature’ sono stati realizzati con il laboratorio di Leonardo Cruciano e la Illusion. Secondo Lionello, “ci sono registi al cinquantesimo film che non hanno ancora capito nulla, con Paolo invece siamo di fronte a un signore che farà bellissimo cinema per molto tempo”. Collegata al film c’è anche una mostra, dal 17 novembre al 3 dicembre, alla Sacripante Gallery di Roma con le opere di 27 artisti e illustratori.

“C’è ancora una sorta di pregiudizio verso questo genere cinematografico in Italia, nonostante un film bellissimo come quello di Garrone (Il racconto dei racconti, ndr). Si pensa che film così si debbano lasciar fare ad altri – dice il regista calabrese, classe 1981, ammiratore di maghi degli effetti speciali come Ray Harryhausen, Stan Winston e Phil Tippett e di registi come Tim Burton e Joe Dante -. Invece c’è tanto spazio per chi vuole esprimersi attraverso la fantasia, magari rischiando un po’ di più, rispolverando tecniche e coinvolgendo attori in cose che in genere non fanno. I costi non sono così diversi da progetti normali. Il mio film ha lo stesso prezzo di una bella automobile”.

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