venerdì, 21 luglio 2017

Fantasmi di mafia a Cannes

Fantasmi di mafia a Cannes

Cannes, 18 maggio (l.d.c.) – Ricomincia da Rita, il loro corto di esordio con una bambina, cieca, e il suo incontro con un rapinatore che si chiude di fronte all’infinito del Mediterraneo, il viaggio cinematografico dei due registi siciliani Antonio Piazza e Fabio Grassadonia che con Sicilian Ghost Story hanno inaugurato oggi ,accolti con l’applauso della stampa italiana, la prestigiosa Semaine de la Critique.

Dopo Salvo, che era in realtà l’opera prima tratta da quel corto, a Cannes e in contemporanea nelle sale italiane arriva con loro una favola nera in cui la tragica realtà di uno dei più efferati delitti di mafia – quello del figlio del pentito Santino Di Matteo- rivive sublimata nella storia di Giuseppe. Qui il bambino diventa un adolescent rapito a tredici anni dalla mafia e rinchiuso, proprio come accadde al piccolo Di Matteo per 779 giorni, quando fu poi strangolato e sciolto nell’acido. Nell’incontro tra realtà e fantasy i registi aggiungono ai personaggi Luna, la ragazzina sua compagna di classe, innamorata di lui, che non si rassegna alla sua misteriosa scomparsa e pur di ritrovarlo sarà pronta a ribellarsi al silenzio omertoso e alla complicità indifferente del mondo che li circonda.

Dopo aver esordito con il sorprendente Salvo che fu premiato proprio alla Semaine nel 2013, Grassadonia e Piazza stavolta diventano spiazzanti, cambiano registro e raccontano una Sicilia diversa che diventa bosco e lago, che ci fa scoprire i Nebrodi e in una scenografia inedita – trovata con il supporto della Film Commission siciliana, ambientano una delle storie più dure e crudeli della criminalità mafiosa in un immaginario che assomiglia all’ambientazione di un film di genere.

Il film, una coproduzione Italia-Francia-Svizzera, ha il cuore della storia nella passione di Luna  che si ribella al silenzio e alla complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, scendendo negli inferi di un mondo segreto che ha inghiottito Giuseppe come il suo Romeo e che ha nel fondo di  un lago il suo accesso segreto. “Come diceva Leonardo Sciascia, La Sicilia è tutta una fantastica dimensione e non ci si può star dentro senza fantasia” ripetono oggi i registi a CannesE dalla loro capacità di intrecciare realtà e fantasia nasce una ghost story costruita come una favola nera che mescola gli orchi e il veleno gli assassini e le torture, le privazioni dell’anima e le punizioni corporali. Vogliono continuare a fare gli attori i due ragazzini protagonisti Julia Jedlikowska (Luna), polacca palermitana, e Gaetano Fernandez (Giuseppe) cresciuto alla Zisa di Palermo, tutti e due per la prima volta debuttanti sul grande schermo, scoperti dai registi dopo un casting lungo come un parto: ben nove mesi in Sicilia.

Al loro esordio anche gli altri quattro ragazzi coprotagonisti Corinne Musallari, Lorenzo Curcio, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro. Durante l’estate prima delle riprese, sotto la guida dei registi e di un coach –Filippo Luna-  che appare amche nel film tra gli attori, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di preparazione che poco per volta li ha condotti dentro la storia e nei luoghi in cui si sono svolte le riprese. Li affiancano, professionisti, gli attori Sabine Timoteo, Vincenzo Amato, Filippo Luna e Nino Prester. Quest’amore- più forte di tutte le possibili omertà sull’orrore mafioso- come in una tragedia scespiriana sublimerà l’incubo nel sogno immortale di una fantasia nera. Popolata da mafiosi temuti come orchi e, alla fin fine, ancora una volta da fantasmi apparsi sullo schermo di questo Festival, dopo quelli, deludenti, del film inaugurale. Ma Grassadonia e Piazza hanno radici solide nella realtà: sanno bene che il Parco dei Nebrodi è un’apparente isola felice tra gli incendi che devastano i boschi siciliani perché agli allevatori ‘arrivano fondi europei irrinunciabili’ e con il Direttore dell’ufficio speciale della Regione Sicilia e responsabile della Film Commission, Alessandro Rais (che ha finanziato il film prodottoda Indigo, Cristaldi Pictures e Rai Cinema) sottolineano come proprio di recente siano stati condannati gli attentatori del  Presidente del parco. Di nuovo un tuffo nel reale dopo le fughe in un mondi fantastico che nin riesce alla fine a sovrastare,però, la crudeltà di un’orrende storia di mafia. Quando sono stati contattati per interpretare il film i due protagonisti enanche sapevano la storia del piccolo Di Matteo. Lei ne ha letto, lui racconta abbassando gli occhi: “A dire la verità, la sera in cui  abbiamo letto il copione non ho neanche avuto voglia di saperne di più…No, non ho neanche cliccato su Internet”.

 

 

 

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