sabato, 15 dicembre 2018

Enrico Vanzina, Natale a 5 stelle, tra farsa e politica

Enrico Vanzina, Natale a 5 stelle, tra farsa e politica

Rpma, 4 dicembre – “Sono commosso perché mi sembra incredibile che Carlo non sia qui vicino a me come abbiamo fatto per tanti anni, però lui c’è, sta qua. Ne sono convinto”Lo ha detto un commosso Enrico Vanzina alla presentazione di natale a 5 stelle, l’ultima commedia scritta dai fratelli Vanzina, con la regia di un grande amico di Carlo, Marco risi. Il film di Natale non debutterà al cinema ma sarà sdisponibile solo su Netflix, dal 7 dicembre.

Con un cast che comprende Massimo Ghini, Ricky Memphis, Martina Stella, Paola Minaccioni, Massimo Ciavarro, Andrea Osvart, Riccardo Rossi e Biagio Izzo, scherza sull’attuale politica italiana, scegliendo come protagonista un premier M5s (Ghini), che a pochi giorni dal Natale, va in visita ufficiale in Ungheria. Oltre ai suoi incontri politici, il Premier intende passare, di nascosto, qualche ora lieta in compagnia di una giovane onorevole dell’opposizione (Martina Stella), in viaggio con la delegazione. Ma quando al Grand Hotel tutto sembra procedere per il meglio, i due maldestri amanti si ritrovano con un misterioso cadavere n ella suite. Per sbarazzarsene e non finire nel turbine di uno scandalo, se la cosa fosse scoperta, vengono aiutati dal portaborse del Premier. Ma per loro sarà una giornata lunga, difficile, infernale, con improvvisi colpi di scena a ripetizione.

“La sceneggiatura di “Natale a 5 Stelle” l’ho scritta, nelle sue prime versioni, insieme a mio fratello Carlo. Lui non ha potuto firmarla perché il contratto con Lucky Red è avvenuto dopo la sua scomparsa – spiega Enrico Vanzina nelle note di produzione -. L’ultima versione, quella diciamo più politica, l’ho scritta da solo. La forza di questa sceneggiatura (secondo me è molto forte) nasce da due elementi. Il primo è la commedia “Out of order” di Ray Cooney, dalla quale è tratta. Un meccanismo perfetto, a prova di bomba, al limite del geniale nel suo genere farsesco. Il secondo elemento è l’idea d’inserire all’interno di una farsa un tema di osservazione politica, generalmente poco frequentato dal cinema italiano. Il mix è interessante e sorprendente”. Cosa “è che caratterizza il 2018? Sicuramente l’arrivo di una politica nuova, a torto o a ragione, non deve essere il nostro un giudizio moralistico – ha aggiunto Vanzina in conferenza stampa – in cui si fa la politica in un altro modo. Questo è un film che nella sua semplicità e senza moralismo fa un quadro di quanto forse oggi sono poco preparati, pronti a cambiare, non hanno ideali, sono pronti a tutto. E’ un ritratto generale, non solo del governo, come fa pensare il titolo”.

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