domenica, 20 settembre 2020

Edoardo Pesce: “Con Sordi si è creata una magia”

Edoardo Pesce: “Con Sordi si è creata una magia”

Roma, 21 febbraio – (fr. Pierl) E’ l’Albertone degli esordi, quello sfrontato, pieno di sogni e di quella tenacia che l’hanno contraddistinto tutta la vita a essere raccontato in Permette? Alberto Sordi, il film tv per Raiuno di Luca Manfredi con Edoardo Pesce (vincitore del David di Donatello e del Nastro d’argento per Dogman) nei panni del grande attore, di cui si celebra quest’anno il centenario della nascita. Il debutto sarà sul grande schermo con un’uscita evento dal 24 al 26 febbraio con Altre Storie, per poi essere programmato sull’ammiraglia Rai in prima serata il 21 aprile, giorno del Natale di Roma.

“Sicuramente ho portato nel film anche ricordi personali, avendolo conosciuto da vicino – spiega Luca Manfredi – Abbiamo voluto fargli omaggio raccontando la parte più inedita della sua vita, la giovinezza. Alberto come mio padre è parte del patrimonio del nostro cinema, che rischia di essere dimenticato. Lo dimostra un sondaggio, nel quale hanno chiesto ai ragazzi chi fosse l’Albertone nazionale, le riposte principali sono state uno sciatore (Alberto Tomba) e ‘quello che fa i programmi culturali’, Alberto Angela. Penso sia compito del servizio pubblico tutelare memoria artistica dei nostri personaggi non solo trasmettendo i loro film ma anche raccontandoli”.

Fondamentale è stata la scelta del protagonista, Edoardo Pesce “di cui segui la carriera da anni” dice Manfredi. “Quando Luca mi ha fatto chiamare per un film su Sordi, gli ho detto per prima cosa, ‘’bello, e Sordi chi lo fa?’” racconta l’attore, rivelando anche tutti i suoi dubbi iniziali sul riuscire a interpretare Albertone, “sia perché da 40enne dovevo risultare credibile come ventenne, sia perché fisicamente,sono grosso”. Tuttavia Pesce ha accettato la sfida e “abbiamo lavorato sulla romanità e la musicalità di Sordi, poi abbiamo tarato il personaggio, senza mai imitarlo, decidendo quanto ‘sordizzare’ l’interpretazione, con i suoi modi di muoversi”

Il film parte dall’espulsione del giovane Sordi dall’Accademia di Recitazione dei Filodrammatici a Milano perla sua incorreggibile parlata romana. Alberto però non si arrende e, tornato a Roma, con il sogno di diventare attore, prima riesce a diventare il doppiatore di Oliver Hardy, poi inizia a farsi notare nel varietà e alla radio, intanto nella sua vita entrano figure centrali per lui in quegli anni: la grande attrice Andreina Pagnani (Una bravissima Pia Lanciotti), il grande amore della vita dell’attore, per cui Sordi perde la testa nonostante lei avesse 15 anni più di lui, e il giovane Federico Fellini (Alberto Paradossi) con il quale nasce un’amicizia durata tutta la vita; il regista lo dirigerò ne Lo sceicco bianco e I vitelloni. Un percorso nel quel appaiono anche personaggi come Aldo Fabrizi (Lillo) e Vittorio De Sica (Francesco Foti), che produrrà il primo film di Sordi da protagonista, ‘Mamma mia che impressione!’ A interpretare i genitori dell’attore invece sono Paola Tiziana Cruciani (“Recito la madre di tutte le madri, la donna che ha impedito a sordi di avere una vita sentimentale, mi sono ispirata a molte mamme italiane, fortunatamente non tutte” scherza l’attrice) e Giorgio Colangeli.

Per Pesce, questa esperienza lavorativa “mi ha fatto affezionare ancora di più a Alberto Sordi, si è creata quasi una magia, molto privata. Non l’ho conosciuto, ho immaginato come fosse. Ho cercato di avere un’idea quasi astratta di questo personaggio. Ho sentito con lui una vicinanza, l’ho messo in una posizione un po’ paterna, mi sono affezionato a lui in maniera molto umana”. Il protagonista su consiglio di Marcello Fonte, amico e protagonista di Dogman è anche andato il 15 giugno, giorno del compleann di Sordi, al Verano: “Gli ho portato due fiori, uno giallo e uno rosso e gli ho chiesto una mano per interpretarlo. Non so se me l’abbia data, speriamo che il film tv gli piaccia”

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