lunedì, 24 luglio 2017

East End, i bambini scorretti di Skanf e Puccio

East End, i bambini scorretti di Skanf e Puccio

Roma, 21 aprile (Fr. Pierl.) Una narrazione ”su due livelli, uno dei bambini e uno degli adulti che si intrecciano. Il film certo non è pensato per i più piccoli, ma da 11-12 anni può essere tranquillamente visto”. Così Giuseppe Squillaci, in arte Puccio, spiega la struttura della commedia animata ‘scorretta’ East End, di cui è coregista con Luca Scanferla, detto Skanf. Il film indie in arrivo il 3 maggio con Distribuzione Indipendente, unisce alla satira sui potenti (ci sono fra gli altri la serena coppia di fatto Bergoglio – Ratzinger, Angela Merkel/Darth Vader che ‘punisce’ un Berlusconi in completino sadomaso, sotto l’occhio vigile di Obama, impegnato anche in una delirante operazione contro i terroristi islamici) a un’avventura di bimbi della periferia romana, vissuta in attesa del derby Roma -Lazio (con Totti superstar).

Il film per la comicità dissacrante richiama una serie animata cult come South Park: “Siamo partiti da lì, ma abbiamo provato ad essere più soft. Abbiamo pensato a una via di mezzo tra South Park e i Griffin” dicono gli autori. Intanto però è arrivato dalla Commissione censura il divieto ai minori di 14 anni. “Ci siamo appellati, aspettiamo il verdetto definitivo per la prossima settimana” spiega Giovanni Costantino di Distribuzione Indipendente”. Secondo la commissione nel film c’è ”violenza gratuita che può portare a emulazione”. Accusa respinta al mittente dai realizzatori: ”In East End non c’è Non c’è messuna violenza da emulare – dice Skanf, digital artist che ha lavorato con Puccio per anni alla Proxima -. I nostri bambini fanno degli errori e si richiamano fra loro”. Il senso della storia, è che ”in un mondo dove gli adulti sono pieni di pregiudizi l’innocenza di un bambino può essere la via d’uscita”.

I piccoli protagonisti sono compagni di scuola e vivono nella stessa torre di appartamenti voluta da un palazzinaro senza scrupoli, misteriosamente scomparso, nella periferia est della capitale. Il gruppo è formato, fra gli altri, dal talentuoso Leo, che ha in cameretta i poster di Totti e Kafka, il suo migliore amico Lex, aspirante rapper, romanista sfegatato che vive con la mamma e un insopportabile patrigno; Vittorio, che non riesce a confessare agli amici di essere laziale e ha come guida immaginaria George Clooney e due scatenati gemelli, Michele e Gabriele, pestiferi geni in erba dell’astronomia e tecnologia. I bambini, in una giornata caotica, si ritrovano per vedere il derby Roma – Lazio (attesissimo anche nella loro quiete familiare, anche dalla coppia Bergoglio – Ratzinger) a dirottare per caso un supersatellite militare, Golia, proprio mentre è in corso un raid della Cia contro uno dei capi dei terroristi islamici supoervisionata da Obama e con alle porte Trump che inneggia a Make America white again’ (‘Rendi di nuovo l’America bianca’) . Una mossa, che porta l’assalto dei servizi segreti Usa nella periferia romana. Il tutto, in una città dove si muovono fra gli altri, fantasmi assortiti, Federico Moccia in veste inedita (il vero Moccia firma la sceneggiatura con i registi) e a bordo della sua Vespa, un Nanni Moretti decisamente irritabile.

Skanf e Puccio hanno potuto riprodurre a loro modo persone reali ”perché essendo satira, possiamo fare quello che vogliamo. Abbiamo avuto un problema solo con peppa Pig, che all’inizio doveva apparire sotto la maschera di un terrorista. Essendo un personaggio di fantasia, lì c’erano diritti d’0immagine e poi abbiamo pensato che accostare un musulmano a un maiale nons arebbe stata una buona idea”. Il film presenta decine di sorprese e citazioni, da Operazione Paura di Bava a Un pesce di nome Wanda: ”la nostra idea è di fare di East End una serie, ne abbiamo già scritte due stagioni. Abbiamo trovato molto interesse all’estero, dal belgio alll’Inghilterra, ma in Italia ancora no”.

Com’è nata la collaborazione con Federico Moccia? ”Il film è una coproduzione con la Spagna e i produttori spagnoli, volevano ci fosse una figura più conosciuta e con più esperienza a fare la supervisione alla sceneggiatura. Moccia lì è molto conosciuto, i suoi libri sono molto venduti, e ce l’hanno proposto. In Italia ci sono pregiudizi su di lui, ma Federico è stato molto generoso e disponibile con noi”spiega Puccio. Tra i tanti temi del film, le scene con i due Papi, sono probabilmente quelle che faranno più discutere. Non c’è nessuna volontà di offendere, mettiamo solo in evidenza certe contraddizioni – risponde Skanf. Probabilmente ci sono anche costate l’esclusione all’ultimo momento da Cartoons on the bay. Ci avevano accettato in coincorso ma poi all’ultimo momento, hanno cambiato idea”.

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