lunedì, 21 settembre 2020

È nata una nuova coppia comica

È nata una nuova coppia comica

Roma, 26 gennaio (Francesca Palmieri) – La romanità di Carlo Verdone incontra la comicità nordica di Antonio Albanese in L’abbiamo fatto grossa, commedia con qualche nota noir – in sala dal 28 gennaio con Filmauro – in cui i due attori hanno recitato insieme per la prima volta, dando vita a una nuova – e riuscita – “strana coppia” del cinema italiano.

Verdone è dietro la macchina da presa, mentre Albanese è il coprotagonista. Nel cast, tra gli altri, anche Massimo Popolizio, Anna Kasyan e Clotilde Sabatino. Da segnalare, “l’incursione” a sorpresa di Giuliano Montaldo e di sua moglie Vera, in un cameo.

Sullo schermo, le (dis)avventure di due uomini con pochi soldi in tasca e una vita poco soddisfacente: Yuri Pelegatti (Albanese) è un attore teatrale che ha perso prima la moglie e poi il lavoro, che non ha superato il trauma della separazione e ha improvvisi vuoti di memoria in scena; Arturo Merlino è un ex carabiniere che vive con l’anziana zia e si è “riciclato” come investigatore privato, ma viene chiamato per recuperare animali scappati di casa più che per casi seri e appaganti. Un giorno, Yuri bussa alla sua porta perchè vuole far seguire la moglie per avere le prove di una sua nuova relazione, da usare in suo favore per pagare meno alimenti. Peccato che Arturo ascolti le intercettazioni sbagliate e invece di scoprire l’infedeltà della donna verrà a conoscenza di una valigetta da recuperare… e quando i due la ruberanno e vedranno che contiene 1 milione di euro…

Verdone, che ha scritto la sceneggiatura con Pasquale Plastino e Massimo Gaudioso, racconta come la pellicola rappresenti in qualche modo una “svolta” nella sua carriera: “Mi piaceva l’idea di realizzare una commedia che avesse una leggera suspense – afferma – Volevo liberarmi dei miei precedenti film che parlavano di problemi come lo scontro generazionale, la solitudine dei padri separati o la perdita del posto di lavoro. Quei temi erano già sfruttati, volevo qualcosa di più favolistico e fantasioso e così è venuta fuori quasi una favola che ha, nel finale, un accento di critica di costume. Se non avessi sterzato nella mia carriera, da sempre, probabilmente non starei qui a lavorare da 37 anni. Vado incontro al pubblico ma facendo ciò che mi sento ed era giunto il momento di questo piccolo cambiamento”.

Come sono nate le figure di questi due personaggi? “Li ho ritrovati in un cassetto – sottolinea Verdone che ha attinto un po’ dal Woody Allen di Broadway Danny Rose e un po’ dalla commedia francese – Poichè un primo soggetto del film era stato rifiutato, Pasquale Plastino mi ha detto di cercare tra le storie già pensate e sono riemersi degli appunti su un investigatore privato, un ruolo molto interessante che può essere anche un uomo miserabile come il mio Arturo, di basso profilo e squattrinato. Poi ci è venuto in mente di affiancargli un attore che perde la memoria, un incubo per chi fa questo mestiere”.

Al di là della storia, la vera novità del film è il feeling con Albanese: “Incontrai Carlo quando interpretò se stesso in Questione di cuore di Francesca Archibugi – spiega l’attore lombardo – Recitare insieme è stato ogni giorno un piacere, è scattata una forte fiducia reciproca. Anche io amo cambiare e confrontarmi e il film è stato una grande occasione, perchè Carlo è un comico che ammiro da sempre, da quando vidi a 18 anni Bianco rosso e verdone. Ha una capacità unica di raccontare il nostro paese con un’ironia alta e diversa, è un maestro del carattere degli italiani”.

Verdone ricambia pienamente la stima: “Siamo diventati molto amici e sul set non capita quasi mai – dichiara – Ci ha unito la passione per la musica e l’arte, Antonio è un collezionista come me e poi a me piace il suo spirito nordico, mentre a lui piace la mia romanità. Nessuno ha tentato di scavalcare l’altro, tra noi c’è rispetto e affetto. E’ senza dubbio il miglior attore che abbia diretto”.

Data l’intesa perfetta, c’è da aspettarsi nuove collaborazioni in futuro? “Se il pubblico apprezzerà, abbiamo già una traccia di quello che potremo fare tra due anni – risponde Verdone – E’ nato un legame che deve proseguire e credo anche che ci sia bisogno di unire le forze e di formare una coppia, come si faceva una volta. Nel cinema italiano oggi ognuno va per conto suo, ma invece è bello unirsi e noi funzioniamo perchè siamo diversi ma capaci di accendere la scintilla che la diversità provoca. Ognuno esalta l’altro”.

“Sì, spero anche io di tornare a lavorare con Carlo – chiosa Albanese – Essendo un regista, come comico conosce le ansie e le esigenze degli attori. Ma confesso che mi piacerebbe molto anche dirigerlo io, fino a sfiancarlo, perchè quando è stanco Verdone fa ridere tantissimo”.

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