mercoledì, 18 ottobre 2017

Dustin conquista Cannes

Dustin conquista Cannes

Cannes 21 maggio – (red.Cin.) Arriva a Cannes con The Meyerowitz Stories (New and Selected) di Noah Baumbach il secondo film, dopo Okja, prodotto da Netflix e il popolo del Festival sembra più concentrato ad applaudire Dustin Hoffman, Ben Stiller, Emma Thompson e Adam Sandler, nel cast di questo film indipendente, che non a seguire la polemica pro o contro il cinema in tv sollevata da Pedro Almodòvar.Con questo film, che racconta luci e ombra di una famiglia riunita intorno al suo patriarca Dustin Hoffman è tornato sulla Croisette  a quindici anni da Punch-Drunk Love, con un’interpretazione che ha strappato applausi, accolta da molta emozione “il mio unico pensiero è stato quello di lavorare al massimo” ha raccontato in conferenza stampa. “Per un attore comico una parte come questa è del resto una bellissima esperienza”.

Nel film, il ritratto di una famiglia bohémienne che si riunisce a New York per celebrare il patriarca scultore ormai in caduta libera ed ex insegnante di un piccolo college. Hoffman incarna il ruolo di un padre leader circondato da una famiglia allargata di ex mogli e molti figli tutti più o meno in crisi in un continuo misurarsi con un padre comunque ingombrante. Dei figli, Adam Sandler ha il ruolo di un ex musicista divorziato che nella vita non ha mai veramente lavorato ma ha costruito comunque un buon rapporto sua figlia. Ben Stiller è invece un uomo d’affari realizzato ma lontano dalla famiglia.

“Mi piace indagare sul significato della realizzazione e sulle declinazioni diverse che può assumere a seconda delle persone e delle dinamiche familiari che finisce per minare”. “I rapporti con i genitori sono sempre controversie prima o poi finiamo tutti per diventare un po’ com’era ì nostro padre”, dice da parte sua Dustin Hoffman che ha amato molto la sceneggiatura anche se non ha più molta voglia di interpretare ancora vecchi… Emma Thompson, che nel film interpreta l’ultima moglie del patriarca, devastata dalla dipendenza dall’alcool, a proposito del film che è un perfetto ‘dramedy’ aggiunge: “Questa non è solo una storia buffa, è anche molto toccante in cui la vergogna e il senso di colpa giocano un ruolo chiave in perenne equilibrio tra affetti e rancori…”

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