domenica, 11 dicembre 2016

Due amiche e un 19enne

Due amiche e un 19enne

Roma, 5 ottobre (Fr. Palm.) – Una vacanza da se stesse che rappresenta una liberazione e porta un cambiamento, attraverso emozioni ritrovate e nuove consapevolezze: è questo quel Qualcosa di nuovo che sullo schermo vivono Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, per la prima volta insieme, dirette da Cristina Comencini che si è divertita a trasformarle in amiche diversissime tra loro, alle prese con solitudine e sentimenti.

La regista torna alla commedia partendo da una sua pièce teatrale (“La scena”) e raccontando la storia di Lucia e Maria, legate da una forte amicizia: Lucia, dopo un matrimonio fallito, ha chiuso a chiave il cuore e rifugge gli uomini, mentre Maria, separata con due figli, si concede fin troppo facilmente, alla continua ricerca dell’uomo perfetto. Un giorno, nella loro vita arriva Luca, un ragazzo di 19 anni (che ha il volto di Eduardo Valdarnini) in grado di far saltare freni, abitudini e certezze, che spiazzerà entrambe. E tutti, da questo incontro, hanno qualcosa da imparare…

Il titolo del film, prodotto da Cattleya con Rai Cinema e in sala dal 13 ottobre con 01, all’inizio doveva chiamarsi Principianti assoluti, ma l’esistenza di Absolute Beginners di Julien Temple lo ha impedito. Il concetto, però, calza a pennello per i protagonisti: “Sia le due donne, sia il ragazzo sono dei principianti assoluti e degli immaturi – dice la Comencini – Questo non è un film sui rapporti tra donne più grandi e giovanissimi, semplicemente parla di un incontro che è capitato. Ho pensato a Harold e Maude, credo che tra generazioni diverse il dialogo possa avvenire più liberamente”.

Nella sceneggiatura firmata dalla regista con Giulia Calenda e Paola Cortellesi, l’immaturità maschile è al centro di varie battute. Luca ha solo 19 anni, ma per i suoi comportamenti sembra dimostrare di più: “Vive in un universo giovanile e adoro la sua stanza completamente caotica, ma di fatto è un uomo – afferma la Comencini – Non ha idee preconcette e mi piace quando s’arrabbia e mostra la sua mascolinità, anche sfiorando la violenza che fa parte dell’indole maschile”.
L’impatto che ha sulle due amiche è molto forte: “Lucia e Maria sono due donne sbagliate, non virtuose e piene di difetti, quindi per questo commoventi – dichiara la Ramazzotti – E’ bello che grazie a Luca e riescano ad uscire dal solito binario, è lo scambio che permette una crescita”.

L’attrice racconta poi come è stato il clima sul set: “Ci siamo divertite molto e Cristina è una regista materna, ma anche decisa. Ed essendo una donna, è stata capace di capire anche i miei momenti di stanchezza”. La Cortellesi, invece, si è detta “contenta di aver lavorato ancora con Giulia, per la sceneggiatura. E’ un nuovo mestiere per me, voglio continuare a farlo”. Quanto al fatto che ancora oggi una donna venga “guardata male” perchè frequenta un uomo più giovane, mentre non accade il contrario, sostiene: “Non a caso si usa il termine ‘toy boy’ e non ‘toy girl’. Esiste un pregiudizio, è indubbio”. E sull’intesa con la Ramazzotti, aggiunge: “E’ tra le attrici più di talento che conosca. Tra noi c’è stato un gioco totale e un’estrema complicità. E anche Eduardo, così giovane, è stato una vera sorpresa”. Infine, è così che parla della regista, che l’ha rivoluta dopo Due partite: “Cristina ha la capacità di leggere all’interno delle persone e dei rapporti. E’ come se conoscesse tutte le donne del mondo, sa ingradire come se avesse una lente nitida i particolari e le fragilità delle persone. Ed è un tipo di regista a cui ci si può affidare completamente”.

 

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