lunedì, 25 settembre 2017

Donne più madri che nemiche…

Donne più madri che nemiche…

Roma, 7 aprile (Francesca Palmieri) – Luca Lucini “beato tra le donne” per Nemiche per la pelle, direttore d’orchestra in mezzo a un coro di voci al femminile: nel suo nuovo film, in sala dal 14 aprile con Good Films, il regista ha lavorato con Claudia Gerini e Margherita Buy, sul set insieme per la prima volta, con la produttrice Donatella Botti e con Doriana Leondeff e Francesca Manieri, autrici della sceneggiatura. La Buy, inoltre, ha firmato il soggetto della commedia, interpretata, sul fronte maschile, da Giampaolo Morelli e Paolo Calabresi.

Le donne, dunque, sono presenti dietro le quinte e anche sullo schermo, al centro di una storia “che racconta tanto della nostra società, del rapporto contemporaneo tra i due sessi e di quello con la maternità”, come afferma Lucini, che torna al cinema cinque anni dopo La donna della mia vita.

Lucia (Buy) e Fabiola (Gerini), opposte in tutto, come il giorno e la notte, non si tollerano sia per differenze caratteriali e di mentalità, sia per questioni sentimentali: Lucia è stata sposata con Paolo, che dopo 12 anni l’ha lasciata per stare con Fabiola, convolando nuovamente a nozze. Quando l’uomo muore improvvisamente, le loro strade si rincrociano. Ma non solo per il funerale: a sorpresa, arriva un bambino (il piccolo Jasper Cabal) che è il figlio “segreto” di Paolo, avuto con una donna cinese di cui nè Lucia, nè Fabiola sapevano nulla. L’ultima volontà di Paolo è che le due donne si prendano cura di lui, congiuntamente, scoprendo una maternità mai vissuta. Ma come far conciliare due mondi così opposti, alle prese con un’esperienza così delicata? É possibile trasformarsi da nemiche in amiche, mettendo da parte rigidità, fragilità ed egoismi?

“Volevo parlare, con toni leggeri da commedia, di uno degli aspetti del nostro tempo – spiega Lucini – Essere madri oggi è una responsabilità più complessa rispetto al passato, una scelta non più obbligata, spesso rimandata o valutata con molta attenzione. Le protagoniste hanno nascosto le loro fragilità indossando delle maschere che davano loro una sicurezza apparente, che cadono quando si sentono responsabili di un’altra vita. E l’istinto di maternità, fino a quel momento represso, diventa forte e prepotente”.

La capacità delle attrici, secondo il regista, è stata proprio trasmettere questo: “Claudia e Margherita sono riuscite a dare profondità ai personaggi, risultando complementari in modo magico e non scontato, grazie al tono di voce, all’espressività, alla mimica del corpo. È stato come vedere in scena le grandi coppie cinematografiche, che funzionano subito, appena interagiscono. Sono state coraggiose e anche sopra le righe, proprio come desideravo”.

La Buy ha avuto così la scintilla della storia: “Qualche anno fa, mi era venuta in mente l’idea di mettere insieme due donne agli antipodi, che si ritrovano a dover crescere un bambino che non è di nessuna delle due – dichiara – Ho pensato ai figli dei genitori separati, educati in modo diverso, portando in una commedia, un genere che mi piace molto, due universi femminili esasperati e divertenti. Ogni donna, d’altronde, è un universo a sè, con tante possibilità”.

“Fabiola e Lucia non sono amiche, ma ognuna ha i suoi colori – interviene la Gerini – Fabiola, a parte i tacchi alti, non ha nulla in comune con me. È cinica, attaccata al denaro e al lusso, ha avuto un’infanzia difficile senza amore ed è diventata arida. Ma è interessante vedere il suo cambiamento, quando viene ‘travolta da un insolito destino’…”.

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