lunedì, 22 ottobre 2018

Donne in amore

Donne in amore

Roma, 22 ottobre (Fr. Palm.) – Dopo Freeheld, con la coppia Moore/Page, alla Festa di Roma arriva un’altra intensa storia di amore saffico, questa volta vissuta sullo schermo da Cate Blanchett e Rooney Mara: Todd Haynes ha accompagnato Carol, applaudito allo scorso Festival di Cannes – dove Mara ha vinto il premio come Migliore attrice – e dall’11 febbraio nelle nostre sale con Lucky Red.

Nel film, ambientato nella New York di inizio anni ’50, ci sono tante quote rosa: il romanzo da cui è tratto, “Il prezzo del sale”, è firmato da Patricia Highsmith, nel ruolo di sceneggiatrice c’è Phyllis Nagy, le produttrici si chiamano Elizabeth Karson e Christine Vachon e i costumi sono stati realizzati dal premio Oscar  Sandy Powell. E poi ci sono loro, le protagoniste: Cate Blanchett interpreta una donna sposata benestante, moglie non appagata e madre di una bambina, che un giorno incontra Therese (Mara), una commessa di un grande magazzino appassionata di fotografia, con cui scoppia una passione improvvisa. Carol, che sta per rompere il suo matrimonio, è già consapevole di essere attratta dalle donne, mentre per Therese, che è fidanzata, è la prima, travolgente esperienza. Ad accendere la miccia, un viaggio in macchina verso Chicago, che sarà un punto di non ritorno…

Il regista definisce la pellicola “Una storia d’amore universale e dal valore eterno, che va oltre l’orientamento sessuale”. Anche se può sembrare che strizzi l’occhio a Viale del tramonto, Haynes dice di essersi ispirato a “Breve incontro di David Lean, un capolavoro che racconta come l’amore possa irrompere nella vita delle persone e quanto sia fragile lo stato d’animo degli amanti. Nel mio film però c’è anche un ribaltamento, perchè Therese alla fine si rivela la più forte, anche se all’inizio sembrava la più debole”.

Come Lontano dal paradiso, anche questa vicenda si colloca negli anni ’50: “Sì, ci sono numerose analogie – dice il regista – Ma Carol si svolge nel 1953, un periodo diverso rispetto a quello di Lontano dal paradiso, ambientato nel 1957, all’epoca del cinema di Douglas Sirk che infatti avevo avuto come modello. I primi anni ’50 sono a cavallo tra la fine della Seconda guerra mondiale e l’avvento di Eisenhower, tra l’inizio della guerra fredda e il pieno maccartismo. New York appariva una città del vecchio continente, trasandata, mentre poco prima degli anni ’60 si affacciava il glamour hollywoodiano”.

Il regista aveva già diretto Cate Blanchett in Io non sono qui: “Per Carol non potrei immaginare nessun’altra che non sia lei – afferma – E’ perfetta nei panni di una donna borghese che deve mantenere e salvare le apparenze, in quanto ha una famiglia, che fa del suo meglio per rispettare le regole imposte dalla società ma non ce la fa più”.

Di Rooney Mara invece elogia il suo “straordinario understatement che rende potente ogni suo gesto potente perché è una persona molto poco appariscente. Anche Cate ha concordato che fosse adatta per la parte, sono due interpreti diverse per età e storie professionali ma sono entrambe versatili e preparate. Abbiamo avuto modo di interagire bene insieme prima delle riprese, facendo due settimane di prove a Cincinnati, che sono state preziose per conoscerci”.

La passione tra le due donne esplode durante un viaggio. Il film può essere considerato un road movie? Haynes risponde così: “Il viaggio è sicuramente molto importante perché è lì che le protagoniste riescono finalmente a stare insieme. E si respira suspence, perché viene da chiedersi se avranno dei contatti fisici, senza sapere se succederà”. Patricia Highsmith la suspance la conosce bene perchè ha scritto tanti gialli, ma “Il prezzo del sale” non appartiene a quel genere. Eppure, conclude Haynes, un filo rosso c’è comunque: “La patologia della mente criminale e quella della mente amorosa si somigliano. L’ansia nel commettere un crimine e l’ansia di chi si sta innamorando, specialmente se si tratta di un amore omosessuale, hanno qualcosa in comune”.

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