martedì, 16 ottobre 2018

Diritto d’amare

Diritto d’amare

Roma, 18 ottobre (Fr. Palm.) – La storia vera di Laurel Hester e Stacie Andree, coppia lesbica che nel 2005 si è battuta per gli stessi diritti concessi agli eterosessuali, lottando prima per l’uguaglianza e poi contro la morte, ha commosso la Festa di Roma. Freeheld, che uscirà il 5 novembre con Videa, è firmato dal giovane Peter Sollett, mentre nel ruolo delle due protagoniste ci sono Julianne Moore ed Ellen Page. Quest’ultima ha anche co-prodotto il film, sceneggiato dall’autore di Philadelphia Ron Nyswaner e basato sul corto documentario omonimo di Cynthia Wade, che ha vinto l’Oscar.

Julienne Moore interpreta Laurel, una brava detective che si ammala all’improvviso di tumore ai polmoni. Sapendo che non vivrà ancora a lungo, decide di dare la sua pensione alla sua compagna Stacie, con cui convive. Ma il suo proposito viene osteggiato dai funzionari della Contea di Ocean, in New Jersey, con cui le due donne inizieranno una dura battaglia. Fino alla (meritata) vittoria finale.

Regista e attrici hanno incontrato le persone che hanno vissuto questa vicenda: come spiega Sollett, “Abbiamo lavorato in stretta collaborazione con chi è stato coinvolto e Stacie, che compare anche in un cameo nella scena finale, è stata molto aperta sin dall’inizio. Volevamo raccontare i fatti di questo caso, esplorando anche la parte precedente più felice della loro storia che è piena di emozioni. Le emozioni fanno parte della nostra vita, ci rendono umani”.

“Sì, Stacie è stata straordinaria con tutti noi, disponibile e generosa, nonostante la sua vulnerabilità – afferma Ellen Page –  Ho visto il corto non so quante volte ma nulla è valso come l’aver passato del tempo con lei, nella loro casa e a contatto con la loro comunità. Poterci entrare ha avuto un’importanza enorme”.

L’attrice parla ormai liberamente della sua omosessualità, anche grazie all’esperienza reale dei personaggi del film: “Ha avuto un grande effetto, donne come loro hanno fatto qualcosa di cruciale, ottenendo l’uguaglianza nel matrimonio. Mi sono ispirata a loro per fare la cosa giusta per me e per il mio benessere emotivo. L’outing non mi ha danneggiato professionalmente, anzi, semmai il nascondersi impedisce di crescere anche come artista. Uscire allo scoperto mi ha dato solo frutti positivi, fino ad oggi”.

In America passi avanti sono stati fatti, in Italia meno, nonostante una moderata apertura di Papa Francesco. A chi fa notare questo, la Page risponde: “Credo sia un mutamento inevitabile, è impossibile non vincere questo tipo di lotte. Gli effetti dell’intolleranza sono come cerchi concentrici che influiscono negativamente e trovo fantastico che anche il papa si stia aprendo. Io mi innamoro delle donne e sono piena di ottimismo, capisco chi non comprende questa forma di amore ma non capisco perché non vogliano che anche persone come me abbiano gli stessi diritti degli etero”.

L’attrice ha poi parlato del rapporto sul set con la Moore: “Con Julianne è nato un legame stretto da subito, come avessimo fatto una collaborazione anche al di là dallo schermo. Ci toccavamo e ci accarezzavamo, eravamo costantemente a contatto. Abbiamo sviluppato una vera amicizia e siamo state fortunate che sia avvenuto in modo così completo”.

Se il regista crede che “un singolo film non possa cambiare il mondo ma mettersi per due ore nei panni di altra persona possa essere utile perchè sviluppa empatia e solidarietà”, la Page rivela che vorrebbe di nuovo partecipare a opere come questa: “Vorrei poterle produrre ancora, che siano storie sui diritti o semplicemente d’amore”, conclude.

 

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