venerdì, 18 agosto 2017

Di Costanzo alla Quinzaine

Di Costanzo alla Quinzaine

Cannes, 22 maggio (red.Cin.) – “Dovevo lavorare sui limiti. Fino a che punto e chi possiamo accogliere? Secondo gli operatori dell’accoglienza, scelte di questo genere appartengono alla realtà di tutti i giorni”: lo dice a Cannes Leonardo Di Costanzo, che oggi con L’intrusa sigla un’altra pagina di presenza italiana al Festival nella Quinzaine Des Réalisateurs.

La storia è ambientata nel napoletano ma soprattutto in un’area minata dal controllo e dal potere della camorra. E’ qui che Giovanna (Raffaella Giordano) coordinatrice e animatrice di un  Centro di accoglienza e volontariato della periferia dove i bambini crescono sfuggendo al clima camorristico, consuma la sua guerra quotidiana per la giustizia e l’integrazione. La sua vita entra in  crisi quando Maria (l’esordiente Valentina Nannino) diventa l’intrusa che dà il titolo al film: con il consenso di Giovanna occupa con i suoi bambini e il compagno poco più di una stanza inospitale all’interno del centro di accoglienza ma i guai cominciano quando il marito viene arrestato e Maria ostinatamente resta, occupando il ‘suo’ posto con protervia e ostinazione, contro le reazioni di tutti i genitori. Da vittima si rivela prepotente e a proteggerla resta solo Giovanna che, nonostante la sua connivenza con la camorra,non riesce s non considerarla vittima di una situazione da difendere .

Il regista è particolarmente felice che dalla stampa estera non sia arrivata neanche una domanda sulla camorra o su questo tipo di Sud. Segno che il film racconti una storia universale.
“Le persone con cui ho lavorato conoscono bene quell’esperienza” – dice ancora Leonardo Di Costanzo – ma tutti alla fine recitano personaggi molto vicini a loro”. Tutto però appartiene alla sceneggiatura, alla pagina scritta. Perché anche questo, come L’Intervallo, ottimo film d’esordio di Di Costanzo, è cinema.

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