mercoledì, 18 settembre 2019

Denmark vince il Milano Film Festival

Denmark vince il Milano Film Festival

Roma, 7 ottobre – La 23esima edizione di Milano film Festival, guidata dal nuovo direttore artistico Gabriele Salvatores – in co-direzione con Alessandro Beretta (in direzione dal 2011), si è chiusa domenica 7 ottobre. Il pubblico di questa edizione è cresciuto di circa il 30% rispetto al 2017 e le sale hanno registrato una media di occupazione dei posti dell’80%.

“Milano Film Festival – si spiega in una nota – in primo luogo è attento nella ricerca di nuovi talenti, ribadendo così la caratteristica di un festival che pur sapendo riconoscere i propri Maestri, è all’appassionata ricerca di nuovi linguaggi. Il Concorso Internazionale Lungometraggi, che ammetteva la partecipazione alle sole opere prime e seconde prodotte dopo il 1 gennaio 2017, e quello Cortometraggi sono da sempre il cuore pulsante. Ricordiamo che gli 8 lungometraggi e i 38 cortometraggi in concorso sono stati selezionati tra moltissimi titoli arrivati da tutto il mondo: circa 800 lungometraggi e 1200 cortometraggi.

PALMARÈS
Best Feature Film Award
Denmark
Kasper Rune Larsen

Motivazione: “Per il coraggio della semplicità, la scrittura invisibile, la sincerità, il racconto di un amore senza romanticismo, perché sa parlare di sentimenti senza sentimentalismi. Infine, per l’ottima realizzazione del nulla, il premio del concorso internazionale lungometraggi va a Denmark di Kasper Rune Larsen”

Best Feature Film Award
Special Mention
The Third Wife
Ash Mayfair
Motivazione: “Per la grazia e la delicatezza con cui è riuscita a parlarci di Libertà, pur avendo scelto di raccontarci il tragico destino delle spose bambine nella società rurale del Vietnam dell’800, educate a compiacere e a procreare in una condizione di ovattata , inscalfibile schiavitù la giuria conferisce una menzione speciale al film The Third Wife e alla regista Ash Mayfair”.

Best Short Film Award
Second Best
Alyssa McClelland

Motivazione: “Spesso, soprattutto nei cortometraggi, si vedono delle scelte di stile molto spettacolari, che non sempre però si rivelano utili all’impianto narrativo.

In questo caso, invece, tutto è in funzione della storia: dalla regia, statica e grandangolare, alla scenografia, perfetta nel sottolineare in maniera ironica le grottesche contraddizioni interne al contesto familiare, fino alla recitazione e la sceneggiatura, volutamente semplice e costellata di esilaranti silenzi. Il premio del concorso internazionale cortometraggi va a Second Best di Alyssa McClelland.”

Best Short Film Award
Special Mention
Tungrus
Rishi Chandna

Motivazione: “Per l’originalità della storia, sicuramente. Ma non solo. Perché non basta immaginarsi una famiglia indiana alle prese con un gallo per essere divertenti. Questa è la folle idea alla base del cortometraggio, ma da premiare sono soprattutto i dialoghi, il montaggio, la scelta del mockumentary come struttura, spesso abusata ma in questo caso necessaria ed estremamente funzionale. La menzione speciale della giuria va a Tungrus di Rishi Chandna.”

Best Short Film Award
Special Mention
Aquathlon
Alexey Shabarov
Motivazione: “Per tanti motivi, per la regia, la scrittura e la direzione degli attori, sempre complicata con attori adolescenti, ma soprattutto per la capacità di raccontare senza alcuna retorica e in maniera originale, un tema inflazionato come quello del bullismo. La seconda menzione speciale della giuria va a Aquathlon di Alexey Shabarov.”

Aprile Award
Best Feature Film
LUZ
Tilman Singer
Motivazione: “Per l’altissima qualità della realizzazione tecnica (sorprendente in un film di diploma) unita a un’intelligente rivisitazione dei luoghi topici dell’horror. Per il carattere indipendente e non banalmente indie del film – iconoclasta ma mai pretenzioso – il premio Aprile per il miglior lungometraggio va a Luz di Tilman Singer.”

Aprile Award
Best Short Film
PALOOKAVILLE
Sem Bucman, Pim Algoed
Motivazione: “Una commedia che sa affrontare a ritmo di jazz le molte fragilità nascoste del mondo maschile, che raramente vengono sottolineate e che invece dovremmo sempre tenere in considerazione, oggi più che mai. Per il ritratto ironico e pungente di una situazione quanto mai attuale, la doppia crisi della mascolinità e della figura paterna, il premio Aprile per il concorso cortometraggi va a Palookaville di Sem Bucman, Pim Algoed.”

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