lunedì, 5 dicembre 2016

Antonioni secondo DeLillo

Antonioni secondo DeLillo

Roma, 22 ottobre – (Fr. Pierl) -Il grande amore di Don DeLillo, uno dei maggiori scrittori americani viventi, per il cinema di Michelangelo Antonioni ha fatto da filo conduttore all’incontro ravvicinato del quale è stato protagonista alla Festa del Cinema di Roma. ” Il modo in cui scrivo ha cominciato ad assumere una certa forma grazie al cinema europeo. Mi hanno formato autori come Antonioni, Fellini ma anche Kurosawa”.

L’autore di Rumore bianco e Underworld, tornato da poco in libreria con ‘Zero K’, Ha infatti aperto l’incontro leggendo un suo breve testo scritto ad hoc su ‘Deserto rosso’. Un viaggio tra colori, suggestioni e conversazioni intime del film. ”Qui la bellezza è un’ossessione, sembra che il film non possa evitare di essere bello” spiega. DeLillo rende anche omaggio alla protagonista, che definisce ”bellissima”, Monica Vitti: ”è l’anima inquieta del cinema di Antonioni, incaricata di non interpretare ma semplicemente esistere”.

Deserto rosso secondo lui ”insiste a dire che vale la pena di notare tutto, fino alla più sottile sfumatura”. Commentando poi le scene della trilogia in bianco e nero del regista (L’avventura, La notte e L’eclisse), sottolinea, che
anche oggi ”nella società delle immagini, la letteratura non è messa in pericolo dal cinema. Ci sono ancora persone con il bisogno di scrivere come altri hanno quello di fare film. Eppure i ragazzi dovrebbero essere consci che il futuro, se ti metti a scrivere romanzi, sarà difficile… ma lo fanno lo stesso”.

Un accenno, infine all’ispirazione che viene ai registi dalla violenza, da Bonnie e Clyde a Il padrino, da La rabbia giovane a Il mucchio selvaggio, ”dove viene illustrata in modo quasi rapito, ma non so se funziona ancora oggi, quel modo di raccontarla”.

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