sabato, 23 settembre 2017

David: Benigni show al Quirinale

David: Benigni show al Quirinale

Roma, 27 marzo (Laura Delli Colli) – “Sono qui come portavoce dei doveri degli artisti, il dovere di non far spegnere mai un sogno e di dare arte, cultura, bellezza al pubblico. Insomma – esplode Roberto Benigni davanti al Presidente Mattarella – portavoce del ‘Pci’, il Partito del Cinema Italiano”: sono appena passate le 11 quando la sua verve infiamma il cinema italiano riunito al Quirinale: “Ricevo immeritatamente un premio” esulta Benigni. “E per questo, salito qui al Colle con tutta la mia allegria, lo accolgo con gioia”. Solo pochi giorni fa a Roma, per la serata dei 70 da Oscar® organizzata dal Sngci l’ultima, clamorosa, passerella all’Auditorium, alla festa dei premi e delle nomination Academy nel nome dei Nastri d’Argento.

Al Quirinale, però,  le sue parole assumono subito un tono più aderente anche alla cornice istituzionale della mattinata e l’entusiasmo irrefrenabile del grande artista si sposa anche ad una lunga prolusione sull’Italia, a partire dalla Costituzione: “Sono lieto di essere il portavoce degli artisti che non hanno diritti ma il dovere di creare sogni” insiste Benigni e aggiunge: “Il cinema è la storia di un’estasi, è immortale e oggi non voglio sentir parlare della sua crisi. Insomma sta bene e ha fatto grande il nostro Paese proprio come il Rinascimento, perchè ci ha insegnato a guardare e a capire anche attraverso l’espressione di un volto, le emozioni e la memoria ”. Ancora: attraverso I nomi e il ricordo dei padri fondatori della Costituzione, Calamandrei e Parri, un pensiero a chi nel tempo ha voluto tutelare l’arte e la cultura. “Loro ci hanno fatto diventare grandi con due meravigliosi articoli della Costituzione, il 21 ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero’ e il 33, ‘L’arte e la scienza sono libere’”. Ma il cinema è anche memoria come ci insegna Paisà di Rossellini, e se solo pensiamo a “il più grande regista del ‘900” ricordiamoci che ‘felliniano’ è un termine ormai entrato in tutti i vocabolari”. Chiusura con un filo di malinconia e un’ottima ricotta: “la perdita d’interesse verso il cinema indebolisce la nostra anima” dice Benigni. “E, dal momento che il cinema fa bene alla salute, entrare in una sala, ricordatevelo, è come andare in farmacia e chiedere 5 milligrammi di ”.

David Speciale della 61/ma edizione del Premio stasera – per la prima volta senza Gian Luigi Rondi –  in diretta Sky dagli Studios romani di via Tiburtina, Benigni ha aperto il tradizionale incontro con i candidati del Presidente Mattarella subito prima di  Giuliano Montaldo, presidente ad interim del David, che ha subito voluto ricordare Rondi e ha lasciato poi la parola al Presidente Sergio Mattarella: “Il cinema è parte integrante della cultura e della civiltà del nostro Paese e in Italia è forse ancora più importante che altroveha detto sottolineando l’importanza della nuova legge di sistema sul cinema, che ha tra l’altro destinato una parte del Fondo alle scuole per farne conoscere meglio il valore anche educativo. Una legge “approvata con contributi e apprezzamenti che sono andati oltre i confini della maggioranza parlamentare”, ha sottolineato Mattarella, augurandosi che “continui il dialogo tra gli operatori del settore e i responsabili delle funzioni pubbliche”. E in un mercato senza barriere nazionali dove continuo è il confronto con prodotti d’Oltreoceano, “il cinema italiano non può essere abbandonato ad affrontare una competizione impari”. Complimenti a Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, vincitori dell’Oscar® per il miglior make up, e alla costumista Milena Canonero, quest’anno Orso d’Oro alla carriera a Berlino. Poi, una citazione per chiudere, dedicate proprio a Benigni e al suo La vita è bella, che ha sottolineato  meglio di qualsiasi ricostruzione storica l’ottusa ferocia dell’antisemitismo e del razzismo. A concludere la mattinata, tra i molti applause per tutti,

L’intervento del ministro Dario Franceschini che ha approfondito alcuni punti della Legge cinema, che “in maniera condivisa, ha portato a un incremento di risorse significative e a provvedimenti  attesi da tempo”. “Stiamo parlando di 400 milioni, risorse che cresceranno nel 2017 grazie a quell’11% del prelievo fiscale sui soggetti che utilizzano il cinema”, ha detto il ministro sottolineando poi “l’introduzione del tax credit automatico  attraverso la quale viene meno la  criticata mediazione della commissione ministeriale”. Franceschini ha anche sottlineato l’importanza delle risorse destinate alla scuola e alla creazione di nuove sale, alla riapertura e al rilancio di quelle dei centri urbani con la semplificazione delle procedure”.

Il ministro, dopo aver ricordato che si è appena insediato  il Consiglio superiore del cinema, presieduto da Stefano Rulli, ha concluso sottolinando l’obiettivo di allargare il pubblico, da un lato con l’apertura estiva delle sale, dall’altro con iniziative di promozione come cinema2day che “ha portato nuovi spettatori, circa il 26% di persone che non erano mai andate al cinema, come risulta da una ricerca” .

In chiusura del suo intervento Franceschini ribadisce infine per Cinecittà l’impegno a rafforzare e allargare il ruolo pubblico, anche con il coinvolgimento della Rai.

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