sabato, 23 settembre 2017

David 61: bis di Virzì dopo i Nastri

David 61: bis di Virzì dopo i Nastri

Roma, 27 Marzo (Laura Delli Colli) – “Grazie al cinema italiano che ha abbattuto le barriere tra commedia e tragedia” ha detto, ricevendo il premio per la regia, Paolo Virzì che per La pazza gioia aveva già  vinto il Nastro d’Argento nel luglio scorso e, come allora, sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina, anche stanotte ha voluto dedicarlo a tutte le donne del suo film e ”alle persone che lavorano nei luoghi della salute mentale”, ringraziando proprio loro, a cominciare dalle protagoniste de La pazza gioia, Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti.

Un grande applauso ha accolto in sala, negli Studios di via Tiburtina che ancora un volta hanno ospitato il David, l’annuncio del suo premio e con la sua statuetta- quella al miglior film-  si è conclusa, come tradizione, una serata mai noiosa, volata via, per dirla con un titolo premiato, veloce come il vento e ricca delle trovate televisive  Sky. Una serata dichiaratamente all’americana che ha avuto il momento più surreale nella premiazione di Valeria Bruni Tedeschi, mai tanto ‘in parte’, stralunata e confusa dall’emozione, ma soprattutto dalla sua stessa verve. fuori da ogni schema. Applausi e risate per il mix di commozione e comicità, irresistibile anche per Carlo Verdine che ha annunciato il suo premio e l’ha guardata sorridendo , dal fondo del palco, finchè Valeria Bruni tedeschi non ha concluso  il suo bizzarro discorso di ringraziamento, l’unico forse che ha superato il limite dei 45 secondi imposto dal bello della diretta che ha proposto a tutti i premiatori anche la bozza di un testo ben organizzato dagli autori della serata, proprio come in una sceneggiatura. Ha superato se stessa e al quarto David, dopo quelli per La seconda volta, La parola amore esiste e, sempre diretta da Virzì, Il capitale umano,  l’attrice –già premiata anche ai Nastri, a Taormina insieme a Micaela Ramazzotti- ha voluto accanto a sé sul palco la sua coprotagonista Micaela Ramazzotti, ha ringraziato, in ordine sparso, fra gli altri anche “la madre e la sorella ma anche Brassens, Gena Rowlands e suo marito, gli uomini che ho amato e che mi hanno abbandonato e i miei due bambini” e anhe la sua “povera psicanalista”… Agli ultimi premi, il David per la migliore attrice e la ‘doppietta’ di Paolo Virzì , regia e miglior film, hanno concluso una serata che, sul piano dei premi è stata tra Virzì e Edoardo De Angelis un testa a testa avvincente, concluso con il gran finale per La pazza gioia miglior film 2017, la 61.ma edizione dei David di Donatello, consegnati nella serata condotta da Alessandro Cattelan.

Il film di Paolo Virzì, candidato 17 volte, ha vinto, alla fine, solo cinque statuette (oltre al film, regia, attrice protagoniste, scenografia e acconciatore) mentre sei David a testa sono andati agli altri due maggiori contendenti, Indivisibili di Edoardo De Angelis (che era sempre a 17 candidature), e Veloce come il vento di Matteo Rovere (16 nomination), l’altra sorpresa della serata, anche ha conquistato anche il premio per il miglior attore protagonista: come ai Nastri, ancora una volta Stefano Accorsi.  E Accorsi -che torna a vincere a 18 anni dal David per Radiofreccia- ha scherzato con la moglie Bianca Vitali, ormai al nono mese di gravidanza (”Tutto bene? Non è che nasce qua? Sennò stasera avremmo  comunque i nomi, David o Donatello”) e come aveva fatto ai Nastri d’argento, ha ricordato la sua agente, scomparsa due anni fa, Graziella Bonacchi.

Quarto David per Valerio Mastandrea (dopo quelli per La prima cosa bella, Gli equilibristi e Viva la libertà), premiato stasera tra i non protagonisti per Fiore. Da lui un omaggio al giovane protagonista del film, Josciua Algeri, scomparso drammaticamente troppo presto in un incidente con la sua moto: ”Spero, anzi sono sicuro, che  qualcuno possa portare avanti il suo sogno”. E’ alla seconda vittoria di seguito invece Antonia Truppo, che dopo il David 2016 come miglior attrice non protagonista  per Lo chiamavano Jeeg Robot è tornata a conquistare la statuetta  nella stessa categoria, stavolta per il film di De Angelis: ”Spero che il cinema italiano possa prendere un po’ di audacia dai produttori e dal regista di Indivisibili”.

Tra i momenti clou della serata il David alla carriera a Roberto Benigni, che dopo essere stato accolto sul palco dall’abbraccio del presidente  dell’Accademia dei David Giuliano Montaldo, ha ricevuto una delle poche standing ovation della serata: “E’ il premio più prestigioso del cinema italiano che è il più grande del mondo, perché abbiamo reso grande l’arte più giovane e fragile e commuovente del mondo” ha detto Benigni  che solo poche sere fa era stato festeggiato,  con oltre trenta tra premi e nomination alla reunion promossa dai giornalisti per gli Oscar® di tutti i tempi premiati col Nastro. Particolarmente commovente nella serata il tributo a tutti i grandi personaggi legati al cinema italiano scomparsi nell’ultimo anno, da Gian Luigi Rondi a Manlio Rocchetti. Senza dimenticare saggisti e critici come Carlo Di Carlo e Mino Argentieri e anche, con Rondi, Maria Pia Fusco.  Ad accompagnarlo l’esibizione alla chitarra di Manuel Agnelli (che aveva sul bavero della giacca un adesivo di solidarietà per la ricerca di verità su Giulio Regeni), in Across the Universe dei Beatles. A mezzanotte chiusura, come nella favola. E il cinema ha rimesso lo smoking nell’armadio…

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