sabato, 27 maggio 2017

Danny Boyle e Trainspotting 2

Danny Boyle e Trainspotting 2

Roma, 1 febbraio (r. cin.) – Trainspotting non è un film di Ken Loach che peraltro è uno dei tre registi inglesi dichiaratamente preferiti da Danny Boyle ma senza dubbio, girato mentre gli inglesi votavano sulla Brexit, fa sentire sui suoi protagonisti l’influenza di un momento storico profondamente diverso dal clima dell’Inghilterra che guardava all’Europa attraverso la politica di Blar. Era esattamente vent’anni fa, ma, dice il regista, “la realtà contemporanea ha sempre un effetto su quello che raccontiamo”.

Lo applaude al MAXXI il pubblico che non risparmia molte domande alla fine della Masterclass organizzata e condotta da Mario Sesti per ‘Cinema al Maxxi’ in collaborazione con CityFest/Fondazione Cinema per Roma. E Boyle in viaggio verso Berlino dove il film, già visto in Inghilterra avrà, sottolinea. La sua ‘prima’ europea dice subito che in questo Traispotting, il ritorno vent’anni dopo, “la disillusione dei protagonisti, in particolare di Renton, non è legata alla realtà sociale, ma all’età, alle cose che non hanno realizzato. Ora fanno i conti con il tempo che è passato e con la loro stessa ‘virilità’ vent’anni dopo”. Trainspotting raccontava lo sballo di quattro ragazzi spavaldi, ma oggi Renton, Spud, Sick Boy e Begbie sono alle prese con l’età, la droga che non molla, la tentazione di caderci di nuovo ma anche il Viagra, il cuore che non regge e naturalmente il sesso. Il film lo vedremo in sala dal 23 febbraio, interpretato da Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner.

“Già dieci anni fa – racconta ancora Boyle, premio Oscar per The Millionaire – era nata l’idea di fare un sequel dal secondo libro di Irvine Welsh, Porno, ma non era quella la strada che mi interessava. Oggi racconto quattro uomini nella loro sfida con il tempo che passa inesorabilmente mentre vivono l’ansia di invecchiare e non crescono ancora. Vent’anni dopo tutto è un po’ più complicato, come dice Renton: ‘Ho 46 anni e mi sento finito’. Tutti noi forse ci sentiamo un po’ così ed è un problema forte degli uomini, che questo film soprattutto cerca di mettere a fuoco”.

Appuntamento alla Berlinale fuori concorso e poi al cinema in tutto il mondo.

 

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