domenica, 11 dicembre 2016

Dal film di Pif alla tv

Dal film di Pif alla tv

Roma, 15 novembre (Fr. Palm.) – La mafia uccide solo d’estate “fa un salto” dal grande al piccolo schermo: il film con cui Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, debuttò nel 2013 è diventato una fiction che Rai 1 manda in onda, in sei puntate, da lunedì 21 novembre, in prima serata. Pif ha dato il suo contributo come voce narrante, mentre dietro la macchina da presa c’è Luca Ribuoli. La sceneggiatura è stata scritta da Stefano Bises, Michele Astori e Michele Pellegrini e del cast fanno parte, tra gli altri, Claudio Gioè, Anna Foglietta, Francesco Scianna, Angela Curri, Valentina D’Agostino, Nino Frassica e Nicola Rignanese.

Proprio come il film, la serie – prodotta da Wildside con Rai Fiction – dissacra i boss e ricorda una delle pagine più inquietanti del nostro passato, mescolando commedia e tragedia e mostrando l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia, che hanno pagato anche con la propria vita il prezzo della lotta coraggiosa contro Cosa Nostra.

La fiction, ambientata a Palermo nel ’79, ruota intorno alla famiglia Giammarresi, composta da padre, madre, una coppia semplice e unita, due figli – un bambino e un’adolescente – e uno zio. La loro tranquillità, come si vede nella prima puntata, viene sconvolta da quando il padre, per caso, imbocca una strada in cui è stato appena compiuto un omicidio mafioso e la sua macchina quasi si scontra con quella degli assassini. Da quel momento, nasce il suo tormento: denunciare quanto ha visto e testimoniare, oppure tacere e far finta di nulla, come la maggior parte dei cittadini fa?  La vicenda è raccontata attraverso lo sguardo del figlio minore, che sui banchi di scuola si innamora della figlia del vicequestore Boris Giuliano, schierato in prima linea per sconfiggere la criminalità organizzata.

Il regista ha incontrato Pif, prima delle riprese, nel quartiere Libertà di Palermo, dove è cresciuto: “Sono andato in Sicilia per vedere la gente, sentirla parlare e muovere nel suo spazio naturale – dice – Con Pif abbiamo camminato per poche vie, tra un angolo e l’altro ho conosciuto i luoghi dove sono stati assassinati tra il ’79 e il ’91 Boris Giuliano, il presidente della Regione Piersanti Mattarella, il giudice Rocco Chinnici e l’imprenditore Libero Grassi. Grazie alla serie, si può far conoscere a un pubblico più ampio quelle tragiche realtà di cui io avevo avuto un assaggio in quel breve tragitto”.

Pif è felice che il progetto sia stato realizzato: “Sono un partigiano, sognavo già una serie mentre scrivevo il film  – dichiara – Mi piace l’idea che entri nelle case degli italiani e che la vedranno anche i mafiosi, prendendoli in giro e smitizzandoli. La mafia non ha il senso dell’umorismo e cogliere il lato umano è una vittoria. Lo dobbiamo a persone come Peppino Impastato se si può fare questo, senza il timore che succeda qualcosa”.

Alla presentazione per la stampa, è intervenuto anche il presidente del Senato Pietro Grasso: “Sono tornato dopo 24 anni al cinema perchè Pierfrancesco mi portò a vedere La mafia uccide solo d’estate – spiega – Avevo smesso di andarci perchè una volta, una signora, notando in sala la mia presenza, disse al marito ‘Guarda, c’è il giudice Grasso, sediamoci lontano, non si sa mai’. Mi sono sentito una mina vagante e da allora non ci andai più, fino a quando mi ci ritrascinò lui. Pif ha fatto il film più bello sulla mafia, ha trattato il tema con leggerezza ma basandosi su una seria documentazione”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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