venerdì, 20 ottobre 2017

Da un figlio a sua madre

Da un figlio a sua madre

Roma, 22 settembre (Fr. Palm.) – Uscita evento per Franca: Chaos and Creation di Francesco Carrozzini, che ha regalato al pubblico un ritratto intimo di sua madre, Franca Sozzani, leggendario Direttore di Vogue Italia, scomparsa prematuramente lo scorso di dicembre: il documentario arriva ora al cinema per tre giornate, da lunedì 25 a mercoledì 27 settembre, grazie a M2 Pictures.

Il film, che era passato alla 73.ma Mostra di Venezia è prodotto da Daniele Di Lorenzo per LDM Comunicazione e rappresenta una lettera d’amore di Francesco verso una figura così importante per lui ma anche in senso pubblico, che ha fissato un nuovo status nella moda, nell’arte e nel business nel corso degli ultimi venticinque anni.

Nota per le sue controverse copertine che hanno infranto le regole, dalla famosa “Black Issue” alla “Plastic Surgery issue”, Franca Sozzani è sempre stata profondamente impegnata nell’esplorare tematiche “off-limits”, al fine di scuotere lo status quo e ridefinire, occasionalmente, il concetto di bellezza. Carrozzini ci porta dietro le quinte del processo creativo di sua madre, così come alla scoperta delle sue vulnerabilità presenti e passate, guidato nel percorso dalle voci di Karl Lagerfeld, Bruce Weber, Baz Luhrmann, Naomi Campbell, Marina Abramovic, Courtney Love, Donatella Versace e molti altri.

“L’idea del documentario è nata per necessità, dopo la morte di mio padre, avvenuta proprio quando ho iniziato le riprese a New York – racconta il regista – Volevo passare tempo con mia madre, inizialmente volevo raccogliere solo dei ricordi ma poi il materiale è diventato un film e l’abbiamo trasformato in un’avventura”.

Girarlo e portarlo a termine non è stato semplice, soprattutto interiormente: “Le difficoltà principali sono state per il fatto che non avevo mai fatto cinema e per la mia inesperienza emotiva – dice Carrozini – E mia madre stessa era una donna difficile, che era anche contraria al film, perchè non ha mai voluto pubblicizzare quello che faceva, nè voleva condividere aspetti della sua vita con gli altri, oltre a quelli legati alla creatività. Ho, quindi, voluto raccontare il suo estro, il suo coraggio e la sua unicità, insieme a quello che eravamo noi. È stata una mia scelta precisa non dire ciò che faceva oltre il suo lavoro e non renderla un martire, ma una donna e una madre”.

Proprio grazie al documentario, Corazzini ha scoperto qualcosa in più di lei: “Mi sono reso conto adesso di tante sue attività e di cosa era capace di fare – afferma – Da bambino, credevo che avesse un’edicola e solo ad un certo punto ho capito il vero livello della sua statura creativa e ho visto il suo spessore, scavando negli archivi e sentendo le storie dei suoi collaboratori”. E da figlio? “Beh, ho capito che i genitori sono esseri umani che sbagliano e non sono perfetti come li pensiamo – risponde – Per sei mesi non sono riuscito a vedere questo film, ma ora mi fa piacere”.

Carrozzini tornerà dietro la macchina da presa e anticipa il suo prossimo progetto: “Sono appena stato in Norvegia e con Stefano Bises, sceneggiatore di Gomorra, stiamo facendo l’adattamento del libro Sole di mezzanotte. Lo abbiamo stravolto pur conservando le atmosfere, sarà un po’ come Mystic river“. A coprodurre il suo primo lungometraggio di finzione, che avrà un cast internazionale, è la Cattleya.

Nel segno della Sozzani, durante la Mostra di Venezia, sarà ancora assegnato un premio che porta il suo nome, quest’anno andato a Julienne Moore: “Lo daremo sempre a qualcuno che ha seguito la strada di mia madre – dichiara Carrozzini – Andavamo insieme al festival, ci ho presentato anche un mio corto, è un luogo che per me ha molto significato”.

Il film non uscirà negli Stati Uniti, come informa il regista, ma intanto è stato acquistato in Canada e soprattutto è pronto per le piattaforme digitali, come Netflix.

 

 

 

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