sabato, 15 dicembre 2018

Cuori puri vince il Premio Mario Verdone

Cuori puri vince il Premio Mario Verdone

Lecce, 14 aprile – Il IX Premio Mario Verdone va a Roberto De Paolis per Cuori puri, un film intenso e insieme carico di realismo che rivela con l’attualità del tema, una capacità narrativa forte fin dalle prime inquadrature. Raccontando marginalità e voglia di riscatto e, senza alcuna tentazione retorica, dimostra infatti che -anche in condizioni di conflitti sociali evidenti- esiste la possibilità che un incontro d’amore possa vincere il doppio disagio esistenziale che il vissuto dei due protagonisti, grazie a una regia sensibile e attenta, racconta anche attraverso un’ottima direzione di tutto il cast.

Il Premio Mario Verdone, giunto alla nona edizione, istituito dal Festival del Cinema Europeo insieme alla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e al Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, in accordo con la famiglia Verdone, viene assegnato da Silvia, Carlo e Luca Verdone a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si sia particolarmente distinto nell’ultima stagione cinematografica. Il riconoscimento vuole onorare il critico, saggista e storico del cinema Mario Verdone, sempre attento nella scoperta di artisti di talento, non solo nel Cinema ma nel mondo dell’arte in generale, come dimostrano i suoi numerosi saggi e scritti.

“È la nona edizione del Premio intitolato a nostro padre Mario grazie al Festival del Cinema Europeo, e anche quest’anno ci troviamo di fronte a una scelta non facile. Tutti i giovani autori in concorso hanno talento e hanno dimostrato grande capacità nella realizzazione della loro opera” – sottolineano i fratelli Verdone. “Siamo contenti di vedere come ogni anno il cinema italiano si arricchisca di registi e veda crescere autori di indubbio valore artistico. Il Festival del Cinema Europeo di Lecce si conferma un bel trampolino di lancio per molti di loro”.

La Giuria del Premio Mario Verdone 2018, composta da Carlo, Luca e Silvia Verdone, mai come in questa edizione sottolinea la qualità dei film finalisti, in una selezione eterogenea che dimostra ogni anno di più l’importanza di dedicare un riconoscimento alla valorizzazione del cinema dei giovani, esordienti che rivelano un’originalità e uno sguardo che sorprende anche nella commedia.

Lo dimostrano, tra i finalisti, Simone Godano con Moglie e marito, opera divertente e originale a cominciare dalla complicità che rivela tra il regista e i due protagonisti, Pier Francesco Favino e Kasia Smutniak.
E anche Antonio Padovan, in competizione con il più indipendente tra i titoli quest’anno, Finchè c’è prosecco c’è speranza, che con leggerezza e grazia tocca, divertendo, le corde della commedia noir.

Proprio per la qualità, l’impegno e l’originalità narrativa -ben espressa fin dalla scrittura- la Giuria, pur escludendolo dal concorso per evidenti ragioni familiari- assegna un Premio speciale a Andrea De Sica per Figli della notte, un esordio oggettivamente già maturo e molto promettente, che non può essere penalizzato dal rischio del ‘conflitto di interesse’.

Il IX Premio Mario Verdone va, però, a Roberto De Paolis per Cuori puri, un film intenso e insieme carico di realismo che rivela con l’attualità del tema, una capacità narrativa forte fin dalle prime inquadrature. Raccontando marginalità e voglia di riscatto e, senza alcuna tentazione retorica, dimostra infatti che -anche in condizioni di conflitti sociali evidenti- esiste la possibilità che un incontro d’amore possa vincere il doppio disagio esistenziale che il vissuto dei due protagonisti, grazie a una regia sensibile e attenta, racconta anche attraverso un’ottima direzione di tutto il cast.

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