sabato, 16 novembre 2019

Costumisti italiani da Oscar in scena, da Roma a New York

Costumisti italiani da Oscar in scena, da Roma a New York

Roma, 3 novembre – Grandi costumisti italiani protagonisti da Roma, a New York. Il 31 ottobre l’L’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello ha promosso nella seconda edizione di Italian Cinema CUNY (IC-CUNY), laboratorio educativo per lo studio del cinema italiano presso The City University of New York, l’incontro “The Craft of Cinema: Costume Design”. Ne sono stati protagonisti Milena Canonero, quattro premi volte premio Oscar (tra i nuovi lavori The French Dispatch di Wes Anderson), e Carlo Poggioli, candidato agli Emmy e ai David di Donatello, autore degli abiti di The Young Pope e The New Pope di Paolo Sorrentino, Loro e Waiting for Barbarians, oggi sul set del nuovo film di Terrence Malick. Al loro fianco anche Ann Roth, vincitrice di Tony Awards e premio Oscar per Il paziente inglese e collaboratrice di Mike Nichols, Anthony Minghella, Stephen Daldry, Meryl Streep e, infine, l’americana Donna Zakowska, trionfatrice agli Emmy per i costumi della serie The Marvelous Mrs Maisel.

Nell’ambito della Festa del cinema di Roma, era stata organizzata invece Costume Design… Italian Style: tavola rotonda, guidata e moderata da Deborah Nadoolman Landis alla presenza dei nostri Gabriella Pescucci, Daniela Ciancio, Eva Coen, Stefano De Nardis e Carlo Poggioli. Un evento prodotto dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences con la Festa, in collaborazione con ASC, Istituto Luce Cinecittà e Swarovski, che s’è tenuto stamattina al museo MAXXI della Capitale, alla presenza anche di molti studenti aspiranti costumisti. A moderare l’incontro Deborah Landis direttore del David C. Copley Center for Costume Design della UCLA, membro dell’Academy e creatrice di costumi come quelli indossati da Harrison Ford ne I predatori dell’Arca Perduta, o la celebre giacca di pelle rossa usata da Michael Jackson in Thriller.

“Il lavoro di un costumista è aiutare l’attore ad entrare nel personaggio – ha spiegato il premio Oscar Pescucci – non è sempre facile, ci sono a volte momenti di tensione, tante piccole e dure battaglie, ma la parte più bella è l’inizio, la documentazione, e poi il momento in cui l’attore ha assorbito il tuo lavoro”.

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