venerdì, 28 luglio 2017

Corti d’Argento: vince Moby Dick

Corti d’Argento: vince Moby Dick

Roma, 20 Aprile –  Va a Moby Dick di Nicola Sorcinelli, con Kasia Smutniak, il  Nastro d’Argento per il miglior cortometraggio 2017. Vince, per l’animazione, Life sucks! But at least I’ve got elbows, corto di Nicola Piovesan già diventato anche una web serie di culto. Così ha deciso il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Sngci che, consegnando oggi i due Nastri ai Corti d’Argento 2017, ha anche assegnato i premi speciali a Chiara Caselli per il suo Molly Bloom, a Pivio autore con Marcello Saurino di It’s fine anyway e al corto di produzione italiana Il silenzio di Farnoosh Samadi e Ali Asgari, iraniani che risiedono nel nostro Paese.

Un riconoscimento speciale, per la sperimentazione eccezionale di Ningyo, ideato e scritto con Nicola Guaglianone è andato a un regista rivelazione delle ultime stagioni come Gabriele Mainetti, arrivato al successo come Lo chiamavano Jeeg Robot proprio dopo il training del suo cinema breve: in Ningyo, dimostra come anche nel segno del marketing pubblicitario si possa cogliere l’occasione di sperimentare un linguaggio inedito..

Nel palmarès 2017 premi speciali segnalano la qualità di altrettanti film della selezione 2016. Sono per Chiara Caselli e Pivio. Chiara Caselli è autrice e protagonista di Molly Bloom, dove la contaminazione dello stile narrativo, partendo da uno dei più celebri monologhi d’attrice, trasforma il teatro in un’originale sperimentazione cinematografica. Anche per Pivio, che firma con Marcello Saurino It’s fine anyway un premio all’innovazione: proprio con questo corto Pivio, questa volta senza Aldo De Scalzi, avvia infatti un progetto importante nel quale musica e cinema daranno vita, a breve, ad una serie di 11 cortometraggi nati dalla musica, oltre il linguaggio semplicemente illustrativo del videoclip.

 

I due Nastri d’Argento

Girato in Puglia, in mare aperto, Moby Dick –miglior cortometraggio di fiction 2017- racconta di due giovani donne, una delle quali clandestina, in due viaggi paralleli che arrivano a sovrapporsi letteralmente, alla ricerca di una salvezza impossibile, a dispetto di un naufragio quasi certo. Nicola Sorcinelli, che nasce nel circuito degli autori indipendenti ha affidato il ruolo intenso della protagonista a Kasia Smutniak nel ruolo di una madre che cerca di cambiare il proprio destino a bordo del suo vecchio peschereccio:appunto il Moby Dick. “Abbiamo lavorato in condizioni sempre al limite – ha spiegato dopo il set il regista – tra mare mosso, pioggia e vento. Kasia ha accettato immediatamente ed è stata davvero la scelta più giusta che io abbia mai fatto. L’esigenza di raccontare questa storia nasceva dal desiderio di rappresentare un gesto estremo che una madre è disposta a fare nei confronti del proprio figlio”. Senza dubbio una storia di forte attualità.

In Life sucks! but at least I’ve got elbows. Il progetto, scritto insieme a Matt Willis-Jones, Nicola Piovesan racconta ,sperimentando un linguaggio che attraverso il web punta  ad un pubblico non solo italiano, come un padre single e i suoi due figli riflettono sul senso della vita. La voce del padre è di Michael McConnohie, doppiatore di videogames e serie tv come Transformers e Power Rangers. Il corto è già diventato anche una web alla sua prima stagione già composta da 12 episodi realizzati tra animazione 3D e riprese dal vero, in cuii protagonisti sono, appunto,‘animati’

 

Le ‘cinquine’ finaliste, con due menzioni per l’animazione

Il Sngci ricorda le due ‘cinquine’ finaliste nelle quali sono stati scelti i Nastri: con Moby Dick di Nicola Sorcinelli, per la fiction, Era ieri di Valentina Pedicini, Food for thought di Davide Gentile, Penalty di Aldo Iuliano e Respiro di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi. Per il Nastro al miglior corto di animazione, con Life sucks! But at least I’ve got elbows di Nicola Piovesan, sono stati invece selezionati: Eidos di Elena Ortolan e Alberto Comerci, Home di Silvia De Gennaro,  Ossa di Dario Imbrogno e  Lo Steinway di Massimo Ottoni.

 

Le menzioni speciali

Per l‘animazione proprio a Lo Steinway di Massimo Ottoni e, oltre la ‘cinquina’, a Journal animè di Donato Sansone, arrivato in Francia fino alla selezione dei prestigiosi César sono andate due menzioni speciali della giuria che segnala anche cinque titoli per la particolare attenzione all’attualità, soprattutto nel sociale: La viaggiatrice di Davide Vigore, sulle donne migranti, Lettere a mia figlia di Giuseppe Alessio Nuzzo, reso ancora più intenso dall’interpretazione di Leo Gullotta, sull’Alzheimer No borders, realizzato anche attraverso un esperimento di realtà virtuale da Haider Rashid vincitore della prima edizione di Migrarti, Ovunque proteggi di Massimo Bondielli, corto di denuncia sul caso della strage ferroviaria di Viareggio, qui raccontata dalla parte dei parenti delle vittime, e Uomo in mare di Emanuele Palamara, con un’interessante interpretazione di Marco D’Amore, sul ‘caso’ dei testimoni di giustizia in attesa di protezione.

 

Il premio speciale a ‘Il silenzio’

Fuori selezione, un premio speciale va a Il silenzio, scritto e diretto dagli iraniani Ali Asgari e Farnoosh Samadi e prodotto da Giovanni Pompili, interpretato tra gli altri da Valentina Carnelutti, unico titolo di produzione italiana – il primo dal 1997 – che è stato in corsa per la Palma d’oro nel Concorso cortometraggi dell’ultimo Festival di Cannes. Un corto nel quale, con l’influenza del cinema di Kiarostami, attraverso il problema del dialogo impossibile per la lingua- appunto nel silenzio- gli autori propongono una riflessione sul senso dell’esilio e sull’impossibilità di affrontare il dramma di un caso medico -di cancro- in un ospedale dove non solo la lingua costituisce una barriera drammatica, oltre  il senso ineluttabile della malattia.

 

La selezione 2017

Sono stati 50, in particolare 35 di fiction e 10 di animazione i titoli selezionati ufficialmente quest’anno per i 2 Nastri  che saranno consegnati, insieme a premi e menzioni speciali, il 20 Aprile alla Casa del Cinema di Roma. A questi si aggiungono una terna di giovani autori proposti dal Sngci a Studio Universal (ancora una volta insieme ai Corti d’Argento) per la scelta del vincitore del Cinemaster 2017 nonché, come sempre, le segnalazioni fuori concorso.

La Giuria, composta dal Direttivo Nazionale del Sindacato, li ha selezionati tra i 140 titoli compresi entro il limite massimo dei 20’ di durata, realizzati nell’ultima annata e già prevalentemente proposti nei principali Festival e in molte rassegne specializzate.

Ai premiati, ma non solo, il Sngci ha dedicato, in attesa di poter proporre i titoli in una specifica rassegna romana,  una mattinata di approfondimento in collaborazione – come per la selezione effettuata- non solo col Cinemaster di Studio Universal  di cui ancora una volta i Corti d’Argento sono stati partner ma anche con il Centro Nazionale per il Cortometraggio guidato da Jacopo Chessa che ha dialogato, prima della premiazione,con gli autori e per il Sngci con Maurizio di Rienzo.

 

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