domenica, 20 settembre 2020

Cinema europeo a Lecce, dal ’68 a Jasmine Trinca

Cinema europeo a Lecce, dal ’68 a Jasmine Trinca

Roma, 9 aprile (Fr. Pierl)- Al via l’edizione 2018, del Festival del cinema europeo di Lecce (9- 14 aprile) “è dedicata a Cristina Soldano, che è stata ideatrice del Festival e con me direttore artistico fino all’anno scorso. Siamo sicuri che ci segue e ci accompagnerà sempre. Le abbiamo intitolato il nostro riconoscimento più importante, l’Ulivo d’oro che si chiamerà da quest’anno Premio Cristina Soldano al miglior film”. LO ha detto Alberto La Monica ricordando la madre, scomparsa la scorsa estate nella presentazione del programma della 19/a edizione.

Due protagonisti del cinema europeo, il britannico Michael Winterbottom attualmente al lavoro su una satira dei super-ricchi, ‘Greed’ con Sacha Baron Cohen e la regista ungherese Ildikó Enyedi (vincitrice della prima edizione del Festival con Simon Magus), reduce dalla serata degli Oscar dov’era in gara con Corpo e anima, e due del cinema italiano, Kim Rossi Stuart e Jasmine Trinca, compongono il poker di artisti che riceveranno l’Ulivo d’oro alla carriera e saranno al centro di retrospettive e incontri con il pubblico. Un viaggio che passa per le sezioni competitive internazionali, eventi speciali, retrospettive e omaggi, come quello al Sessantotto, con cinque film scelti da Luciana Castellina e Carlo Verdone.

L’attore e regista romano, ora al lavoro sul soggetto del suo nuovo film, attribuirà anche – insieme ai fratelli Silvia e Luca – il premio Mario Verdone, giunto alla nona edizione, riservato a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si sia messo in luce nell’ultima stagione cinematografica. Finalisti di quest’anno: Cuori puri di Roberto De Paolis, Moglie e marito di Simone Godano e Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan. Un riconoscimento speciale andrà inoltre a I figli della notte di Andrea De Sica, tenuto fuori dalla competizione “per evitare ogni conflitto di interesse, visto che Silvia fa parte anche della famiglia De Sica (è sposata a Christian e zia di Andrea)” spiega Verdone.

Per l’Omaggio al Sessantotto sono in selezione I pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio nell’edizione restaurata dalla Cineteca di Bologna, One Plus One (1968) di Jean-Luc Godard, The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci, Qualcosa nell’aria (2012) di Olivier Assayas e Fragole e sangue (1970) di Stuart Hagmann che sarà presentato da Luciana Castellina e da Verdone il 13 aprile. “Il 68 è stato anticipato dai film, nel senso e nel significato – spiega Luciana Castellina -. L’arte spesso ha antenne che non hanno storici e sociologi”. Fra i titoli della retrospettiva “ho fortemente voluto Fragole e sangue – aggiunge Verdone – un film che ho visto allora più volte come tutti i miei amici; è l’emblema di quel periodo che è stato interessante e turbolento allo stesso tempo. Quando c’è una rivoluzione si smuove tutta la creatività. Io mi sono formato al Filmstudio, dove ho visto i film del ’68 ma anche quelli arrivati poco prima e poco dopo, come le sperimentazioni di Yoko Ono, Andy Warhol o Jonas Mekas… artisti che respiravano quei momenti di grande cambiamento”.

Fra le anteprime italiane, a maggio in sala, il film d’apertura Rudy Valentino di Nico Cirasola con Pietro Masotti e Claudia Cardinale, sul ritorno nel 1923, tra fantasia e realtà, del ‘divo dei divi’ nel paese pugliese da dov’era partito, Castellaneta; Broken di Edmond Budina e il thriller psicologico Respiri di Alfredo Fiorillo con Alessio Boni.

Tra i riconoscimenti anche il premio del Sngci per il miglior interprete europeo.

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