venerdì, 23 agosto 2019

Ciao, Pietro

Ciao, Pietro

Roma, 3 Giugno (ldc)- Il suo tradizionale primo posto in prima fila, come a tutti gli eventi, è stato per l’ultima volta, tra noi, ai Nastri d’Argento: già non stava bene Pietro giovedì sera, ma non ha voluto
saperne di approfondire le ragioni di un malore che sembrava solo dovuto alla stanchezza. E così, testardo com’era, trascurando segnali forse già importanti se n’è andato ieri all’improvviso senza permettere neanche ai suoi amici di insistere fino in fondo per aiutarlo.

Pietro, Pietrone, il grande Coccia, non ha neanche potuto salutare quel cinema che era la sua vita, la sua quotidianità, sicuramente la sua famiglia molto allargata che amava, più ricambiato che ricompensato come avrebbe meritato. Se n’è andato, Pietro, da solo, nel suo letto, ma con con l’ultimo bagno di folla negli occhi e
nell’obiettivo. Se n’è andato felice di quello che aveva avuto intorno a se’ quell’ultima sera di scatti e di grazie ma amareggiato -e non poco- per i cambiamenti e la distrazione di un mondo che amava anche se a volte non riconosceva più.

Non c’è e non ci sarà più nel circo che accompagna il cinema italiano in tutti i suoi appuntamenti un amico come lui. ‘L’amico degli uffici stampa’, l’amico della stampa, il premio che aveva preso da tutti noi a Venezia qualche anno fa. C’era una targa ma soprattutto gli avevamo regalato un telefono dei più innovativi, che non aveva ancora avuto ed era stato felice come un bambino. Un po’ bambino, Pietro, continuava ad esserlo dietro quella mole, quella stazza da gigante buono. Un bambino spesso sregolato, a volte capriccioso ma molto
beneducato e forse incapace di reagire anche a qualche atteggiamento che viveva come un fatto personale.

Ci mancheranno il suo affetto, la presenza, la cura, la competenza che aveva dietro quella sua immagine a dir poco disordinata, quelle sempre stropicciate dall’ultimo viaggio è negli occhi e nel cuore di tutti noi. Ma soprattutto ci mancheranno le telefonate con le quali ci ricordava di fare l’accredito (magari con mesi di anticipo) o di comprare in tempo un biglietto per andare a questo o quel festival.

Quest’anno il 19 luglio prossimo non lo festeggeremo, il nostro amico Pietro…Era nato nel 1962, primo di 4 fratelli , Maria suora Orsolina , Benedetto e Agata . Sveva vissuti nel culto del padre Michele Coccia,
latinista a “La Sapienza”,  che era stato uno degli  allievi prediletti di Ettore Paratore e della mamma Emilia, allieva di Giuseppe Ungaretti. Entrambi i genitori avevano contribuito alla sua formazione culturale ma anche ad una vera e propria “educazione spirituale” che era la sua vera anima, anche se non traspariva più di tanto dai suoi scatti giornalistici. Maturità classica, studi al Giulio Cesare Pietro aveva proseguito alla facoltà di Lettere e Filosofia con una specializzazione in Storia dell’Arte. Con la fotografia aveva cominciato adolescente con
una camera oscura attrezzata nella casa affollata dalla leggenda degli 80 mila volumi del padre a Roma,quartiere Coppedè. Poi aveva cominciato a fare il cronista nel mondo del cinema e in quel mondo, il nostro mondo aveva trovato il suo posto, sempre più spesso sui voli intercontinentali, felicemente perso in quella mappa meravigliosa
che era diventata la sua agenda internazionale.

Fino alla fine Pietro, orgogliosissimo della sua appartenenza al Sindacato, ha viaggiato in tutto il mondo, raggiungendo le mete più lontane per testimoniare attraverso il suo occhio raffinato e sensibile
ciò che voleva comunicare ai suoi lettori.  Se ne va un uomo colto e dalla battuta sagace sempre pronta, un
uomo che era ancora quel ragazzone buono, fin troppo generoso che non sopportava le ingiustizie e si sacrificava per i suoi tanti amici. Come dimenticarlo?

La sua ironia e i suoi tormentoni ci mancano già. E quel biglietto del treno già acquistato per la prossima Mostra di Venezia resta lì, accanto alla macchina fotografica così pesante che gli aveva viziato la postura della spalla. Quanta fatica, Pietro… Quanto sacrificio per le persone a cui hai voluto bene…Ciao e grazie da tutti noi.

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