sabato, 11 luglio 2020

Ci vuole un fisico, l’amore oltre il look

Ci vuole un fisico, l’amore oltre il look

Roma, 23 aprile (Fr. pierl) Un corto vincitore di oltre 30 premi girato nel 2013 da Alessandro Tamburini, già autore anche di documentari e backstage, è la base da cui è partito il regista per la sua opera prima in commedia, di cui è anche protagonista con Anna Ferraioli Ravel, Ci vuole un fisico, la commedia opera prima della quale Tam anche protagonista con Anna Ferraioli Ravel, nelle sale dal 3 maggio con Csc Production.

Il film ironizza sulla dittatura dell’immagine e su quanto influenzi i rapporti fra uomini e donne (“il problema è che io sono un 7 e la mia ragazza è un 9, per questo non funziona tra noi” dice un autista simil Uber tradito e geloso, interpretato brillantemente da Niccolò Senni).

“Riprendo la storia del corto, che sentivo necessario sviluppare in lungometraggio perché sono due personaggi attraverso i quali tendiamo a identificarci. Tutti ci sentiamo perdenti e inadatti in molte circostanze. – dice Tamburini -. Anna e Alessandro sono due antieroi moderni che rispecchiano i lati deboli di ognuno di noi, soprattutto oggi, credo sviluppino una forte empatia. La società tende a considerare il bello privilegiato, è quello che prendono nelle fiction, che viene sempre avvantaggiato, rispetto a chi ha un fisico che si vergogna di portare”.

Si mette in scena un incontro, per caso, lungo una notte sempre più scatenata fra le strade di Modena. Quello tra Alessandro (Tamburini), trentenne imbranato e povero in canna, che ha passato l’estate a scrivere la tesi di laurea per la ragazza di cui è da sempre innamorato, non ricambiato, e Anna (Ferraioli Ravel), volitiva ma fragile, imagrita 30 chili in 3 mesi per piacere a un uomo. I due una sera si ritrovano a ricevere buca nello stesso ristorante dalle persone per cui hanno sacrificato tanto. Lo scontro iniziale (con tanto di porta in faccia) li porta a diventare una ‘coppia’ sempre più complice, tra scooter, auto e barche rubate, sfide e verità.

A rendere molto interessante Anna “è il suo essere resistente e resiliente. Ha una grandissima capacità di adattamento alle circostanze della vita – dice Anna Ferraiolo Ravel, già interprete con Tamburini del corto del 2013 -. E’ una cosa che mi ha sempre colpito, la resistenza, anche fisica, delle donne. L’uomo si appoggia sempre più spesso a noi, si lascia guidare”.

D’accordo con lui il cosceneggiatore Gianluca Ansanelli: “E’ un tema mai tanto attuale. Basti pensare che uno dei fotomodelli più pagati del mondo è un ex galeotto, diventato famoso per una foto segnaletica in tuta da carcerato”.

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