mercoledì, 23 agosto 2017

C’eravamo tanti amati a Cannes

C’eravamo tanti amati a Cannes

Cannes, 20 maggio – Continuano ad amarsi Ettore Scola e il Festival di Cannes: sulla Croisette, la Cineteca Nazionale – in collaborazione con Studio Canal – presenta in anteprima mondiale il restauro del capolavoro di Ettore Scola, curato da Sergio Bruno e Sergio Toffetti con la supervisione di Luciano Tovoli presso il laboratorio L’immagine ritrovata di Bologna, a partire dai negativi originali della Dean Film di Pio Angeletti e Adriano De Micheli conservati in Cineteca Nazionale.

La maifestazione ha ospitato Scola a partire dal 1970 con ben 11 film, di cui 6 in concorso ed una volta come Presidente della Giuria. La proiezione rappresenta anche un primo contributo del Centro Sperimentale di Cinematografia alle celebrazioni dei 70 anni della Costituzione della Repubblica Italiana.

“È vero, Cannes e in generale la Francia si sono amati con mio padre e continuano a farlo pure dopo la sua scomparsa”, sottolinea Silvia Scola, sceneggiatrice e regista. “Quando vidi il film la prima volta al cinema ne rimasi folgorata come gran parte dei miei connazionali. Se il film è servito agli Italiani per conoscersi e capirsi un po’ di più, non è bastato però al paese per risolvere i suoi guasti. Ettore amava ripetere che se un film resta  fresco e attuale, il merito non è tanto del regista e degli autori quanto un demerito della società che non ha risolto i suoi problemi. Sono felice che sia stato restaurato in modo che altre generazioni possano continuare a vederlo. E a riflettere”.

Come dice Stefano Rulli, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia: “Tanti anni fa la mia profonda ammirazione per C’eravamo tanto amati si tradusse nel tentativo di rinnovare quel suo sogno resistenziale di un’Italia diversa in quello non meno perdente legato all’utopia del ’68 de La meglio gioventù. Oggi con il restauro curato dalla Cineteca Nazionale mi piace testimoniare il mio amore per questo film preservando la sua ‘fisicità’ e restituendo ad esso, attraverso un restauro spero all’altezza, tutto il fascino di quel mondo e dei suoi colori”.

“Centrale nell’opera di restauro è stato il principio di rispettare al massimo il continuo ed armonico fraseggio tra bianco e nero e colore”, precisa Luciano Tovoli, stretto collaboratore di Scola. “Vinte le infinite tentazioni e facilità che offre il mezzo digitale ed analizzando il film dall’interno, ho  cercato di valorizzare gli  innumerevoli elementi narrativi che l’autore  ed il suo cinematographer Claudio Cirillo hanno profuso a piene mani in tutte le inquadrature del film con una generosità che solo i grandi talenti possono permettersi”.

 

La Cineteca Nazionale è lieta così di ricordare proprio al Festival di Cannes il cineasta italiano più amato in Francia a pochi mesi dalla scomparsa.

 

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