sabato, 16 novembre 2019

Casey Affleck, il mondo senza donne? Sarebbe terribile

Casey Affleck, il mondo senza donne? Sarebbe terribile

Roma, 3 novembre (Red. Cin) “Un mondo senza donne sarebbe un posto orribile, e il #MeToo ha cambiato sotto molti aspetti, per il meglio, sia Hollywood che la società”. Lo dice Casey Affleck a Roma, con la giovane coprotagonista Anna Pniowsky, presentando il suo secondo film da regista, Light of my life, in sala dal 21 novembre con Notorious Pictures. L’attore e cineasta immagina un futuro distopico nel quale le donne a causa del virus, sono quasi del tutto scomparse. Una delle poche sopravvissute, è la figlia del protagonista l’undicenne Rag (Pniowsky). Il padre per proteggerla da un mondo nel quale gli uomini, proprio per l’assenza di donne, sono diventati brutali e senza scrupoli, vive isolato con la figlia, perennemente in viaggio, facendolo apparire come un bambino e insegnandole lungo la strada come sopravvivere.

“Light of my Life (che ha debuttato al Festival di Berlino) è un film molto personale per me. Ho iniziato a scrivere questa storia un decennio fa. Con l’arrivo dei miei figli e l’esperienza dell’essere genitore, è cambiata. La storia che stavo raccontando è cambiata. Dopo aver divorziato, la storia ha preso la sua forma definitiva. Nonostante tutta la fantascienza presente, questa è una storia sull’essere un genitore single, in lutto per la perdita della famiglia – spiega l’attore -. Nel creare questo mondo, ero alle prese con tutte le innumerevoli e complesse preoccupazioni che condividono tutti i genitori. Come può un genitore capire che non può proteggere sua figlia da ogni pericolo del mondo, ma che il suo compito è prepararla a proteggere se stessa? Come può un genitore avere il coraggio di lasciar andare la propria figlia quando il pericolo è così costante e orribile?”. Comunque, il pathos del film “non viene tanto dalla minacce di un mondo alla deriva, ma dall’inevitabile perdita d’innocenza”.

Light of my life è un film femminista? “Potrebbe, ma non sono abbastanza bravo come autore da dare a una storia un messaggio politico. Nasce tutto spontaneamente e lascio che sia il film a parlare”.

Leggi anche