martedì, 26 settembre 2017

Carrosse d’Or per Herzog

Carrosse d’Or per Herzog

Cannes, 21 maggio (Reed. cin) – “Tutti i film che ho fatto, anche quelli girati in Australia o in Amazzonia, sono bavaresi. Ho lasciato il mio paese, ma sicuramente mai la mia cultura. D’altronde l’ultimo re folle di Baviera, Ludovico II, poteva essere l’unico, a parte me, a realizzare un’opera come Fitzcarraldo”. A 74 anni, con oltre 60 film Werner Herzog è tornato sulla Croisette premiato con la prestigiosa Carrosse d’Or – assegnata dalla SRF nell’ambito della Quinzaine des Realisateurs di Cannes – la proiezione di Cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans e una masterclass con i cineasti francesi Guillaume Brac, Alice Diop, Arthur Harari tre giovani colleghi registi.

Anche se gli Usa non gli piacciono “è vero che lavoro sempre più spesso in America –  ha raccontato- e devo a grandi attori come Nicholas Cage, nio complice per il Cattivo tenente se sono riuscito ad attirare produttori e investitori”. Ma non vuole rapporti con con le majors: non sono fatto per loro e loro per me, ci annoiamo a vicenda”. Se non ha mai avtuo voglia di fare un film sulla Germania contemporanea è perché -dice- “quelli tra i miei colleghi che hanno raccontato il loro tempo, magari gli anni ’70, vi sono rimasti spesso incastrati ed sono contento di non aver corso questo rischio. L’unico che poteva andare oltre era Fassbinder”. Nella sua produzione di questi ultimi anni, Werner Herzog ha detto molto con il documentario, “Ma non mi sono mai dato l’obiettivo di spiegare la condizione umana. Di sicuro non distinguo molto tra documentario e finzione, cerco solo – conclude la sua conversazione- di scavare a fondo, cerco il livello più profondo di verità, l’estasi della verità”. 

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