sabato, 25 novembre 2017

Carrey, uno nessuno centomila

Carrey, uno nessuno centomila

Venezia, 5 settembre (fr.pierl)Dentro di me c’è un dottor Hyde che esce fuori quando sono davanti a un pubblico. E’ un Hyde buono ma prende il controllo di me”. E’una delle affermazioni più rivelatrice di Jim Carrey nel film documentario “Jim & Andy” di Chris Smith, fuori concorso a Venezia 74.

Un incredibile documento che racconta le riprese di Man on the Moon, il film di Milos Forman su uno dei comici più origini della scena americana, morto a soli 36 anni per un tumore. Una metamorfosi, quella di Carrey, che non si è fermata al set, ma l’ha portato, a muoversi, agire e pensare come Kaufman (o il suo alter ego comico, Tony Clifton) per buona parte del tempo anche fuori dal set. Una perdita di controllo ma anche un capolavoro creativo da parte del comico canadese, che è stata filmata durante le riprese dalla fidanzata di Kaufman, la cineasta Lynne, alla quale Carrey aveva chiesto di realizzare un backstage che non fosse scontato come quelli che propinano le major.

“E’ come se Andy fosse tornato e mi avesse detto, siediti Jim, ci penso io a fare il mio film, Spiegp ripercorrendo i fatti nel documentario. Smith unisce agli strani accadimenti sul set di Man on the Moon, un viaggio parallelo nell’arte di Carrey.

“Da giovane volevo diventare un attore, avere successo ma non volevo essere parte di quel sistema, volevo distruggere Hollywood e quelli che al cinema hanno sempre la risposta pronta, tipo Clint Eastwood, prendere in giro i leader del cinema – spiega in conferenza stampa -. Sono sempre stato sovversivo in questo senso. L’onestà è sovversiva nella città delle maschere. E quando uno è autentico come sono io, è difficile per gli altri indossare una maschera”.

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