venerdì, 21 luglio 2017

Carpignano alla Quinzaine

Carpignano alla Quinzaine

Cannes, 19 maggio (red.cin.) – Ancora un film che viene dal Sud, ancora una storia che racconta  un’Italia diversa, nascosta, marginale nel carnet del Festival di Cannes n.70 che oggi alla Quinzaine des Realizateurs preseta A Ciambra  di Jonas Carpignano, vissuto tra Roma e New York, con un grande nome come Luciano Emmer di cui è nipote diretto nella sua storia familiare ma, a giudicare la sua attenzione ai realismo, pur in tempi molto diversi dall’epoca di Emmer, anche cinematografica. A ciambra, la camera che dà il titolo al film è quella dove vive una piccola comunità rom in Calabria, pochi metri quadri affollati dove si respira la povertà e la difficoltà quotidiana di una famiglia già raccontata dal giovane regista nel corto che è il ‘seme’ da cui si è sviluppata ppi in due anno quest’avventura cinematografica. In quei pochi metri quadri il ragazzino protagonista del film- ed è ancora un adolescente in primo piano tra le proposte di Cannes 70 in questi primi giorni-  Pio Amato è cresciuto in fretta. A 14 anni già beve, fuma e cerca di vivere nella scia del fratello maggiore Cosimo ovunque. E’ con lui che comincia a  scoprire la vita di strada le strade della loro città natale. Una notte, Pio prova a dimostrare a suo fratello che è capace quanto e più di lui, ma le cose vanno male, una serie di eventi cambierà per sempre il modo in cui vede il mondo.

Due anni dopo ‘Mediterranea’, il suo film di esordio proprio alla Semaine de la Critique, Jonas Carpignano, italoamericano –molto attento al sociale-  torma a Cannes con questa storia della zona di Gioia Tauro che segue quella dei migranti di Rosarno. Qui l’obiettivo è puntato su questo ragazzino che a quattordici anni- come molto suoi coetanei non solo in situazioni sociali estreme, beve, fuma ed è uno dei pochi in grado di integrarsi tra le varie realtà del luogo: gli italiani, gli immigrati africani e la sua gente. Pio segue ovunque suo fratello Cosimo, imparando il necessario per sopravvivere sulle strade della sua città. Quando Cosimo scompare le cose per Pio iniziano a mettersi male, dovrà provare di essere in grado di assumere il ruolo di suo fratello e decidere se è veramente pronto a diventare un uomo. La sceneggiatura del lungometraggio è stata sviluppata con l’aiuto della Cinefondation Residence du Festival du Cannes, del Torino Film Lab (che gli ha assegnato il premio Artè) e del Next Step Program della Semaine de la Critique. A ciambra, è stato finanziato nell’ambito del progetto Lu.Ca che vede la collaborazione operativa cinematografica tra Basilicata e Calabria. Proprio in Lucania è stato girato il prologo del film con un lavoro scenografico pattcolare e molta cura per i costumi: nel film appaiono carri a botte, e  i cavalli che raccontano l’esodo dalla Slovenia di comunità rom oggi residenti nella piana di Gioia Tauro. Come attori appaiono nel film gli stessi ro, che vivono a Gioia Tauro e alcuni anziani che hanno realmente compiuto da ragazzini il viaggio che apre la vicenda che racconta l’amicizia tra un attore di colore e un bambino rom. Diversi bambini rom sono stati coinvolti nelle ripreseIl primo cortometraggio  di Carpignano A Chjana (2011) aveva vinto il premio Controcampo alla 68esima Mostra Cinematografica Internazionale di Venezia, ed era poi  stato selezionato per il New Directors/New Films di New York. Il secondo, A Ciambra (2014), da cui nasce questo film, ha vinto fra gli altri il Discovery Prize al Festival di Cannes (Semaine de la Critique, 2014) e una menzione speciale ai Nastri d’Argento.

 

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