giovedì, 1 ottobre 2020

Carloni, il mio Kung Fu Panda

Carloni, il mio Kung Fu Panda

Roma, 3 marzo (Fr.Pierl)  –  “Il mio obiettivo principale è creare personaggi che il pubblico senta come propri amici”: parola di Alessandro Carloni, bolognese,  classe 1978, animatore talentuoso e globetrotter, come tanti suoi colleghi italiani autore di corti pluripremiati e video musicali (ha collaborato, fra gli altri, a Che t’aggia dì con Celentano e Mina trasformati in paperi), dopo oltre dieci anni di lavoro con la Dreamworks arriva la consacrazione.

 

E’ infatti coregista, con Jennifer Yuh Nelson di Kung Fu Panda 3, nuovo capitolo della saga di Po, il panda, maestro di Kung Fu, goffo quanto simpatico, in sala il 17 marzo con 20th Century Fox. Oggi alcuni studenti delle scuole romane hanno visto il film in anteprima all’Auditorium Parco della Musica di Roma con tanto di masterclass dell’autore.ha spiegato nell’incontro organizzato da Fondazione Cinema per Roma –  Cityfest, Fondazione Musica per Roma e Alice nella città. Carloni ha “un sogno, dirigere in un film live action Roberto Benigni, anche se ancora non ho pensato a una storia. Lui mi ricorda un cartone animato ed in più secondo me non è emersa a fondo la sua comicità quando recita in inglese. E’ ancora più divertente di quando recita in italiano”.
In Kung Fu Panda 3 ritroviamo Po, ‘guerriero dragone’ contro un nuovo potente nemico, Kai, generale che è riuscito a fuggire dal mondo degli spiriti e che acquista sempre più forza sconfiggendo e imprigionando tutti i grandi maestri di kung fu. Il Panda goloso di ravioli affronta anche un terremoto personale: infatti ritrova il suo vero padre, Li Chan, che ingelosisce subito il padre adottivo del Panda, l’oca Mr Pi. Accompagnato dai suoi due papà, Po decide di tornare nell’antico e mitico villaggio dei panda dove vive Li Chan, in cerca delle sue radici e di una soluzione per sconfiggere Kai…
Ironico, pieno d’energia, spiritoso, emozionato per la presenza in sala dei genitori (“Mio padre è illustratore, è stato per me una grande fonte d’ispirazione”), Carloni si è soffermato sulla nuova famiglia allargata di Po: “E’ uno dei temi di cui s’è parlato molto a proposito del film negli Usa, qui in Italia mi sono reso conto che siamo un po’ più retrogradi sull’argomento”, ha detto rispondendo alle domande di Piera Detassis e dei ragazzi.
Nello spiegare come è nato il personaggio di Kung Fu Panda (l’animatore è stato story artist e supervisore all’animazione per i primi due film) e il lavoro sui due Dragon Trainer (per i quali è stato head of story), ha consigliato a tutti gli aspiranti animatori di “pensare prima ai personaggi, poi alla storia. E’ facile avere un protagonista un po’ cinico che faccia ridere e crei contrasti, ma se il pubblico non lo ama il film non funziona”.
Inizialmente Carloni pensava da adolescente che sarebbe diventato musicista o scrittore, “poi ho iniziato a lavorare nell’animazione e per i vari progetti mi sono spostato in Paesi come Germania, Danimarca, Gran Bretagna. Ho imparato questo mestiere lavorando”. Entrato nel team Dreamworks grazie al suo corto, codiretto con Gabriele Pennacchioli, The Shark and the Piano, l’animatore dice che “la chiave per un film è il lavoro di squadra. Nel mio team a volte mi è capitato di non prendere degli animatori geniali perché non erano in grado di lavorare con gli altri”.

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