giovedì, 21 novembre 2019

Cannes 71: Savona e i Samouni, da Gaza memorie di pace

Cannes 71: Savona e i Samouni, da Gaza memorie di pace

Cannes, 10 Maggio- Il primo film italiano che ha aperto la vetrina dei titoli scelti a Cannes, è un’opera singolare, particolarmente ricca di impegno e soprattutto frutto di un lavoro di docu-fiction, che unisce le immagini del regista Stefano Savona all’animazione di un autore particolare come Simone Massi (autore per anni delle sigle di apertura di Venezia alla Mostra del Cinema e che ha avuto Nastro d’Argento e molte menzioni dal Sngci per i suoi corti).

Il film è “La strada dei Samouni”, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs, racconto del massacro di una trentina di persone della stessa comunità contadina, avvenuto durante un’operazione condotta dall’esercito israeliano nel 2009. Non è la prima volta che Savona documentarista ma anche archeologo e antropologo, affronta il tema della guerra a Gaza: già nel 2009 era riuscito ad infiltrarsi nella Striscia per realizzare un suo videodiario, pubblicato quotidianamente sul suo blog online, per vivere e far vivere ai suoi lettori la guerra, con uno sguardo dall’interno. Tornato mesi fa a Gaza City proprio sulle tracce di quelle persone che durante i combattimenti erano rimaste in quella periferia rurale, il regista ha ricostruito con l’aiuto dei disegni animati le storie di quelle persone che, sperando di salvarsi dalla guerra, furono invece brutalmente sterminate, durante un sanguinoso attacco aereo israeliano che distrusse tutto. “Ho incontrato sopravvissuti che mi hanno raccontato con straordinaria dolcezza gli eventi drammatici che avevano scampato” ha detto oggi parlando del film, una “fiaba nera” raccontata attraverso lo sguardo di Amal, una ragazzina creduta morta e invece sopravvissuta E La strada dei Samouni diventa un film che sente il bisogno di allacciarsi al passato per capire il futuro.

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