domenica, 20 settembre 2020

Gli adolescenti ci guardano…

Gli adolescenti ci guardano…

Cannes, 18 maggio (l.d.c.) – Seconda giornata del Festival con una programmazione che accende –volutamente-  un focus sull’adolescenza. Due i primi film in concorso sulla Croisette, emtrambi sul tema: Wonderstruck di Todd Haynes e il russo Loveless di Andrey Zvyagintsev, presentati oggi proprio mentre anche la Semaine de la critique apre stasera con i ragazzi di Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Sia Loveless che  Wonderstruck  sono le avventure esistenziali di  ragazzini appena dodicenni costretti alla fuga dall’anaffettività di famiglie improvvisamente assenti o estranee. E sono piaciute alle proiezioni stampa sia la versione più romantica del tema, nel film di Todd Haynes, anche applaudito, che quella tragica e decisamente ideologica del russo Andrej Zvyagintsev, il regista  vincitore del Leone d’oro a Venezia (nel 2003) con la sua opera prima Il ritorno.

Il film russo si apre sulla violenza di un divorzio al sangue, tra Boris e Genia, che separandosi cercano di vendere l’appartamento dove vivono con una fretta dettata dalle loro nuove scelte di vita: lui aspetta già un figlio da una ragazza più giovane, lei frequenta un vedovo. Ma a complicare le cose ci sono le normali esigenze di sistemazione del figlio, Aliosha, ignorato dal padre e maltrattato dalla madre, che lo vorrebbe allontanare, addirittura in collegio.  Fuggirà, ribelle per la consapevolezza di un amore che non basta, dando il via ad un romanzo triste costruito come una parabola della nuova Russia.

Paese dove, tra l’altro,  spariscono così migliaia di persone l’anno tra le quali anche ragazzi. Wonderstruck che arriverà nelle sale italiane col titolo La stanza delle meraviglie riporta sulla Croisette il regista dopo il successo di Carol, due anni fa. Nasce dal romanzo illustrato dello scrittore Brian Selznick (Hugo Cabret) che è anche autore della sceneggiatura, ed è interpretato anche da Julianne Moore, la musa di Haynes e  Michelle Williams insieme alla giovanissima esordiente non udente Millicent Simmonds. In due epoche diverse, racconta le vicende di due bambini ugualmente penalizzati dalla sordità. Nel 1927 Rose fugge alla ricerca della madre, l’attrice Lillian Mayhew. Nel 1977 Ben si mette invece  alla ricerca del padre, che non ha mai conosciuto, dopo la morte della mamma. C’è un filo che li lega, nonostante i cinquant’anni di distanza, ma il film lo svelerà solo alla fine. Ma il film con un guizzo riuscito di regia è fatto di suoni e vibrazioni, per un pubblico che lo ami ‘senza parole’, orientato com’è alla silenziosa comtemplazione di un mondo privo di suoni.

Haynes torna a lavorare con Julianne Moore dopo averla diretta 15 anni fa in Lontano dal paradiso. “Ho imparato molte cose sul linguaggio e quindi anche sul ruolo dell’ attore, che deve restare capace di esprimersi in qualsiasi lingua, compresa quella dei segni. Ho due ruoli nel film. Essere madre mi ha insegnato poi a riflettere sul modello che devo essere per i miei figli”.

Per raccontare megliol’idea del film, Haynes e il cast hanno improvvisato una conferenza stampa, con un’interprete nella lingua dei segni per la giovane protagonista Millicent Simmonds. Wonderstruck è stato girato al Museo di Storia Naturale di New York, dove il regista ha realizzato un film ì, con il ritmo di un giallo pieno di indizi che, solo alla fine, però, svelano un’inattesa soluzione dell’enigma.

 

 

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