sabato, 20 ottobre 2018

Cannes 71 il giorno dopo: perché il verdetto riscatta il festival

Cannes 71 il giorno dopo: perché il verdetto riscatta il festival
Photo Credit To Pietro Coccia

Cannes, 20 maggio – Cannes 19 Maggio (ldc) – Come un buon verdetto finale riesce a riscattare un festival non all’altezza della sua tradizione. E’ in sintesi il vero miracolo di questo 71.mo Festival di Cannes. Un successo nel successo per quanto riguarda in particolare la riuscita dei film italiani, che in quest’edizione segnata da molte polemiche perfino sulla mitica organizzazione –per un volta smentita dal calendario impossibile della programmazione- certifica un punto di arrivo, certamente, ma, soprattutto, indica un segno forte perché il cinema italiano riparta da qui.
Oltre la felicità per un verdetto che ha dato all’Italia visibilità e premi, insomma, è evidente la strada che Cannes disegna ora per l’industria italiana: qualità, sperimentazione e più selezione nei film da produrre. I due bellissimi premi – migliore sceneggiatura ex aequo con Jafar Panahi a Lazzaro felice di Alice Rohrwacher e la Palma d’oro per la migliore interoretazione a Marcello Fonte (Dogman) – non devono far dimenticare il successo di Stefano Savona nel documentario, un premio conquistato con La strada dei Samouni né il Label europa di Gianni Zanasi con una commedia, Troppa grazia, davvero curiosa, che vedremo però solo tra qualche mese. E perfino il premio ad un piccolo cortometraggio, realizzato all’estero ma di una giovane autrice italiana.
Dispiace che la giuria di Un certain regard scegliendo evidentemente di premiare la forza di un tema più che il cinema abbia dimenticato Valeria Golino, con un’opera seconda, Euforia ,decisamente matura, che riesce ad affrontare con delicatezza e in modo assolutamente diverso il tema delle paure degli uomini di fronte della morte con un cast in stato di grazia.
A proposito, come dice il titolo di Zanasi, è ora che questo cinema in stato di grazia ritrovi il suo pubblico: l’Italia che torna vittoriosa dal Festival più importante del mondo provi a riflettere su quello che l’avventura du queste giornate e soprattutto torni al cinema: Dogman è in sala e Lazzaro felice esce il 31- Dogman è un gran film e per un attimo in molti abbiamo pensato che avrebbe potuto avere ancora di più. E le immagini visionarie di Lazzaro felice avrebbero potuto avere qualcosa in più di un riconoscimento alla sceneggiatura per dirla con l’autrice assolutamente ‘bislacca’ del film. Insomma: se, osando di più, i giurati di Cate Blanchett avessero dato a Dogman qualla Palma che Garrone ha sfiorato almeno altre due volte? E se alla Rohrwacher fosse invece andato per esempio il Grand Prix per la regia? Non è andata così ma va benissimo così. Il cinema (italiano) felice, comunque, ringrazia…

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