mercoledì, 22 maggio 2019

Cannes 71, Capharnaum in Italia con Lucky Red

Cannes 71, Capharnaum in Italia con Lucky Red

Cannes, 20 (red cin) – Era un premio annunciato quello andato a Capharnaum della libanese Nadine Labaki (la regista di Caramel) accolto con molti applausi in concorso e subito candidato a un premio importante. Nadine Labaki, con un taglio documentaristico e insieme un tratto felicemente delicato ci offre senza retorica, nel film, il ritratto di un’infanzia violata dove incontriamo bambine di appena undici anni vendute per matrimoni combinati bambini privati del loro diritto all’infanzia mettendo allo specchio una sorta di naturale vocazione alla sopraffazione di tanti piccoli eroi del quotidiano che ci ricordano i bambini del neorealismo italiano o, più vicini nel tempo, i ragazzini dell’India di The Millionaire .

Il film racconta in particolare l’incredibile vita del piccolo siriano Zain di cui non si conosce neppure l’età esatta perché i genitori, considerato il costo della certificazione, non l’hanno neanche registrato all’anagrafe. Zain finirà in tribunale, in manette per aver accoltellato un bastardo ma soprattutto per aver fatto causa ai genitori: perché l’hanno messo al mondo.

Per Nadine Labaki, che arriverà anche sugli schermi italiani con Lucky Red, è il terzo lungometraggio un film manifesto che punta il dito sul “capharnaum” (in francese, ha spiegato, indica è il termine che indica una gran confusione di oggetti e persone) – in una guerra tra poveri messa in scena da attori non professionisti che hanno vissuto storie molto simili a quelle che la regista ha scelto di raccontare. Labaki -che nel film recita nel ruolo dell’avvocato che difende il bambino –ha spiegato che questo racconto nasce dal fatto che, insieme a suo marito Khaled, musicista e in questo caso anche produttore del film, ragionava su quello di cui volevo parlare, le mie tante ossessioni del momento. “Ed è lui che mi ha spinto verso questo ‘cafarnao’ di immigrati illegali e bambini maltrattati”.

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