domenica, 16 giugno 2019

Ritorno in commedia alla Banda della Magliana

Ritorno in commedia alla Banda della Magliana
Photo Credit To Pietro Coccia

Roma, 7 gennaio (Fr. Pierl) – Dopo tanto crime, fra grande e piccolo schermo, la Banda della Magliana finisce anche al centro di una commedia action con un tocco di fantasy e noir in Non ci resta che il crimine di Massimiliano Bruno, con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli e Edoardo Leo, nei panni del boss ‘Renatino’ De Pedis. Il film (prodotto da Fulvio e Federica Lucisano con rai Cinema) in sala dal 10 gennaio con 01 Distribution, rende omaggio fin dal titolo a un classico della commedia italiana basato su un salto nel passato, Non ci resta che piangere di e con Massimo Troisi e Roberto Benigni, ma le ispirazioni non si fermano là.

“Con Nicola Guaglianone (coautore con Bruno della sceneggiatura, firmata anche da Menotti e Andrea Bassi) abbiamo pensato a un Ritorno al futuro che incontra Romanzo criminale, con elementi anche dei poliziotteschi” spiega il regista.
La storia è semplice e funziona fin dalle prime battute: il gruppo di amici d’infanzia composto dagli spiantati Sebastiano (Gassmann), Moreno (Giallini) e Giuseppe (Tognazzi), provano a raggranellare qualche soldo organizzando un tour per Roma nei luoghi simbolo della Banda della Magliana. L’incontro con un altro amico d’infanzia, il più fortunato e brillante, quanto irritante, Gianfranco (Bruno), li porta però a ritrovarsi proprio in mezzo alla storia criminale della banda romana. Un passaggio temporale nel retro di un bar, infatti li trasporta nel 1982, nel pieno dei Mondiali di calcio in Spagna, e del potere del boss Renato De Pedis (interpretato da Leo, senza cadere nella parodia, rendendolo così ncora più divertente). Tra voglia di ‘fare i soldi con la pala’ e confronto con ‘Renatino’, i tre si ritrovano trascinati in una serie di avventure e crimini sempre più pericolosi. E al rischio contribuisce il legame che nasce tra l’imbranato Sebastiano e la ‘donna’ di De Pedis, Sabrina (Pastorelli).

“Il richiamo agli anni ’80 l’abbiamo evidenziato anche in montaggio, fotografia e colonna sonora. Per il gioco d’attori tra le ispirazioni c’è stato un altro forte richiamo, I soliti ignoti – spiega bruno -. Ho avuto la fortuna di un cast straordinario, una specie di Nazionale degli attori”. Tra le scelte alla base del film “quella del ‘cattivo’ che rimane cattivo, è l’antagonista reale mentre noi siamo dalla parte dei buoni farlocchi. – dice il regista, che non teme la possibilità di contribuire al ‘mito’ di certi personaggi – Non è che Don Matteo abbia creato tutti sacerdoti. La società civile ha fatto molto peggio del cinema, che magari una volta su mille può anche fare bene, come è successo con il film su Stefano Cucchi (Sulla mia pelle). Riportando quel dramma all’attenzione dell’opinione pubblica, ha contribuito a far raggiungere la verità sui fatti. Noi ci siamo invece limitati a citare il genere, non volevamo fare un film di critica sociale e politica”. Per il cosceneggiatore Andrea Bassi “anche se serie tv come Gomorra o Romanzo criminale hanno un discorso persuasivo che può affascinare chi vuole immedesimarsi con la criminalità, alla base c’è sempre la volontà di raccontare sistema perverso che ruota intorno alla sete di potere, si mostra il modo in cui queste persone sono stritolate dai meccanismi della criminalità”.

Ilenia Pastorelli è cresciuta proprio alla Magliana, “a Via Pescaia, e là certi personaggi erano considerati leggendari. Oggi i criminali li trovi invece magari ai Parioli e al Fleming – dice sorridendo – Il mio personaggio, Sabrina è una donna che come tante altre è sopraffatta da quest’uomo che la vuole possedere e la relega a un ruolo marginale. Lei però riesce a fare di tutto questo una forza”. Durante le riprese un rigoroso rispetto dei ruoli si è unito al divertimento, e non sono mancate le scene complicate da girare “come quella in cui facciamo una rapina vestiti come la band dei Kiss. Richiedeva per ognuno di noi tre ore e mezza di trucco – racconta Gassmann -. Durante le riprese con quelle tutine aderenti e Piazza Mastai abbiamo fatto sensazione”.

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