domenica, 20 agosto 2017

Bozzetto, vorrei fare un nuovo Allegro non troppo

Bozzetto, vorrei fare un nuovo Allegro non troppo

Lido di Venezia, 9 settembre – (di Fr. Pierl., con servizio video di Stefano Amadio) – “Bruno non ama i complimenti, ma è considerato uno dei venti registi d’animazione più influenti di tutti i tempi. John Lasseter della Pixar fa vedere ai suoi animatori i suoi film per prendere ispirazione, e il figlio di Lasseter ha fatto la tesi su Allegro non troppo.  E’ un uomo considerato una leggenda”. Lo dice Marco Bonfanti, autore di Bozzetto non troppo il  documentario presentato alla Mostra ddel Cinema in Venezia classici, con un’uscita in sala fissata a ottobre e la messa in onda su Sky Arte Hd a dicembre.

 

Secondo Bozzetto, milanese, classe 1938, candidato all’Oscar nel 1991 per il corto ‘Cavallette’ (“ci portarono alla cerimonia su una cadillac rosa” ricorda divertito nel documentario) nei film d’animazione “prima di tutto deve funzionare la storia, poi viene la tecnica. Devo dire che quelli della Pixar mi sembrano quasi tutti dei capolavori. Da Nemo che paragono a Bambi a Toy story. Poi mi piace molto che alla base ci siano storie essenzialmente drammatiche trattate con umorismo. Peccato solo che negli Usa si stia dimenticando il 2d, una parte creativa fra le più fresche”.

Dopo tanti successi in tutto il mondo, il maestro dell’animazione Bruno Bozzetto oggi vorrebbe realizzare “un nuovo film, una sorta di ‘Allegro non troppo 2’, nel quale le singole storie, per le quali ho già delle idee, siano realizzate da giovani animatori. Io farei la supervisione, dandogli l’aiuto del mio nome, ma sarebbero loro a firmarlo come registi, in modo da potersi mettere in luce” spiega l’autore di West & Soda. “Oggi ci sono tanti ragazzi bravissimi con la tecnologia, ma  forse con qualche problema in più sui contenuti. Quelli glieli darei io, e la colonna sonora sarebbe come nel primo Allegro non troppo (uscito nel 1976), di musica classica. Potrebbe essere una carta vincente. Per ora è solo un’idea ma ci sto lavorando”.

Cosa consiglierebbe a un giovane animatore italiano? “Di scappare – scherza -. A parte le battute, anche in Italia si può fare animazione, ma principalmente per le serie tv e la Rai, in pratica l’unico acquirente, in genere vuole prodotti per bambini. Vivere qui con l’animazione è durissima, ma abbiamo anche dei grandi autori come Enzo D’Alò e Maurizio Forestieri”. Il suo Signor Rossi, che stigmatizzava i difetti degli esseri umani, cosa racconterebbe oggi? “Ad esempio il rimbambimento che ci ha preso con i telefonini”.
Nel documentario, Bozzetto si racconta, fra arte e vita privata con sincerità e humour, nella sua casa fuori Bergamo, dove vive insieme alla moglie con cui ha avuto quattro figli. Il film è arricchito da molto materiale dei suoi archivi, come i primi film sperimentali in cui faceva anche l’attore (tra le sue performance una da geisha) e i filmini di famiglia.

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