mercoledì, 23 settembre 2020

Bouchet, finalmente faccio la nonna

Bouchet, finalmente faccio la nonna

Roma, 9 marzo (Fr. Pierl) In tempi di crisi, i nonni oltre a essere, molte volte, coattati come babysitter, spesso rimpinguano i budget familiari di figli e nipoti con la loro pensione. Una ‘risorsa’ alla quale, come ci ricorda spesso la cronaca, è difficile rinunciare anche quando gli anziani parenti passano a miglior vita. E’ l’idea da cui parte la commedia nera Metti la nonna in freezer, di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi (al loro primo film pensato per il cinema), con Miriam Leone, Fabio De Luigi, e un’autoironica Barbara Bouchet, nel ruolo del titolo, in sala dal 15 marzo con 01 Distribution.
”Chiedo da anni nelle interviste, ‘fatemi vecchia’, ‘fatemi brutta’, toglietemi questa cosa del simbolo del sesso, perché non ce la faccio più a essere legata solo a quell’immagine. Io nella mia vita sono andata avanti, ma per fare una nonna non mi prendevano, almeno finché non sono arrivati questi due meravigliosi giovani registi – spiega sorridendo Barbara – Ho fatto il provino e mi hanno accettato. Per me è un piccolo scalino, spero qualcuno là fuori capisca finalmente che posso fare altro”.

In effetti l’attrice se la cava benissimo nei panni di nonna Birgit che con la sua pensione aiuta la nipote Claudia (Leone) a tenere a galla la sua piccola impresa di restauro, creditrice nei confronti della soprintendenza di 150 mila euro, che si ostinano a non pagarle. Quando la nonna muore all’improvviso, Claudia, con la complicità delle amiche e colleghe restauratrici Rossana (Lucia Ocone) e Margie (Marina Rocco), decide di nascondere per qualche mese il corpo nel grande freezer in cucina, tra lasagne e tortellini surgelati, per continuare a riscuotere la pensione. Sfortuna (o fortuna) vuole, che sulla strada di Claudia finisca l’integerrimo maresciallo della Guardia di Finanza Simone Recchia (De Luigi): per lui l’onestà e la lotta alle illegalità sono le uniche ragioni di vita, tanto da costringere gli stremati sottoposti a ritmi folli di lavoro. Ma l’amore potrebbe fargli cambiare prospettiva….

I due registi avevano già messo in luce la loro ironia con lo spoof trailer Inception Berlusconi, diventato virale. Hanno lavorato in televisione fra gli altri con Sabina Guzzanti e hanno diretto il film tv corale prodotto da Sky, finito anche in sala, Amore oggi (2014): “Passare dalla tv al cinema e con questi attori straordinari è stato un bel salto. Volevamo fare una commedia diversa, una black comedy, genere che in Italia si fa poco, ma che è adatto a raccontare tanti fatti di cronaca – dicono i due registi-. La nostra intenzione stavolta era principalmente divertire, abbiamo messo da parte la rabbia”. L’idea alla base del film è venuta al produttore Nicola Giuliano, che firma il soggetto insieme allo sceneggiatore Fabio Bonifacci: ”è nato tutto quando ho letto un articolo su un fatto successo in un paesino del cuneese dove una quarantina di nuclei famigliari avevano omesso di denunciare la morte del nonno per prendere la pensione – spiega il produttore – mi sono chiesto se ci fosse materiale per farne un film, poi con Fabio e questi due giovani autori straordinari, ha preso tutto forma”.

Per Miriam Leone ”siamo stato un’orchestra ben accordata in cui ogni strumento ha suonato insieme all’altro. Un applauso va ai registi che sono riusciti a tenerci insieme”. L’attrice è felice di essersi messa alla prova con un ruolo di commedia pura: ”Mi serviva lasciare andare un po’ di energia più leggera”. Per De Luigi che nel film deve mettere in discussione tutto quello in cui crede, l’amore ”ti porta spesso a trasgredire le regole sociali, certo è meno facile quando si tratta di leggi. Ma come si dice anche nel film, a furia di minimizzare, la gente riesce a fare di tutto”.

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