lunedì, 25 settembre 2017

Boris Giuliano, mito e modello

Boris Giuliano, mito e modello

Roma, 18 maggio (Fr. Pierl) – Boris Giuliano poliziotto diventato capo della squadra mobile di Palermo, ha saputo combattere la mafia con metodi innovativi, insieme a una squadra di eccellenze della polizia. A fermarlo fu Leoluca Bagarella, sparandogli alle spalle, nel luglio del 1979. La storia di un simbolo della lotta alla criminalità organizzata che arriva su rai1 con la miniserie in due puntate Boris Giuliano – Un poliziotto a Palermo’ di Ricky Tognazzi, in onda su Rai1 in prima serata, il 23 e il 24 maggio, in apertura della Settimana della Legalità.

Grande protagonista Adriano Giannini: ”Giuliano è un modello di persona a cui bisogna continuare a guardare – ha detto l’attore -. Per questo spero che la fiction arriverà anche nelle scuole. Rappresenta un messaggio positivo, vero e reale in un’Italia che ritroviamo costantemente in mezzo a scandali e ruberie di tutti i tipi”. Tra gli interpreti anche Nicole Grimaudo, nel ruolo di Maria, moglie di Giuliano, Ettore Bassi, Antonio Gerardi, Luigi Maria Burruano, Enrico Lo verso, Sebastiano lo Monaco, Francesco Montanari, Francesco Benigno, e Toni Sperandeo.
Boris Giuliano “era un segugio senza eguali, un investigatore rispettato e temuto, uno di quelli che fa il proprio lavoro per scelta, che lo vive come un destino. Era gentile, intelligente, capace e caparbio, integerrimo, insomma un vero nemico della mafia” ha detto prima della proiezione in anteprima alla Scuola superiore di Polizia di Roma, il presidente del Senato Pietro Grasso, che è stato amico e collega di Giuliano. ”Abbiamo reagito molto positivamente a questo progetto su mio padre, è un’operazione estremamente importante per la conservazione della memoria – ha spiegato, parlando anche a nome della madre e delle sorelle, Alessandro Giuliano, che ha seguito le orme del padre ed è stato da poco nominato Questore di Lucca -. Il nostro ringraziamento va ai realizzatori, perché siamo stati molto esigenti nelle nostre osservazioni”. Una partecipazione di cui Tognazzi è grato: ”Una delle scene che porterò nel cuore è quella finale, con Maria e le figlie, accanto a me sul set. E oggi ho abbracciato Alessandro per le sue note severe, che ci riportavano all’essenza della verità. Se siamo riusciti a trasmetterla, lo devo a loro”.

A Giannini non era mai capitato prima ”di interpretare un personaggio realmente esistito – spiega -. Ne ho sentito la responsabilità. Nonostante avessi studiato quel periodo storico, le vere indicazioni intime le ho avute dagli amici, i collaboratori e la famiglia, le persone che avevano guardato gli occhi di Giuliano, gli avevano sorriso e avevano condiviso storie con lui”. Secondo il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto ”la Rai ha il compito e l’obbligo di individuare storie rappresentative per renderle immaginario collettivo e rappresentare valori condivisi”.

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