martedì, 26 settembre 2017

Borghi, Shooting Star in biondo

Borghi, Shooting Star in biondo

Berlino, 13 febbraio (red. Cin.) – Come si diventa una Shooting Star? Prima del cinema e per fare cinema Alessandro Borghi che rappresenta quest’anno l’Italia nel board dell’ EFP dedicato ai migliori emergenti europei, ha fatto di tutto: cameriere, muratore, guardia notturna. E’ questo che poi – ha spiegato oggi a Berlino – “ci aiuta a costruire i personaggi”, caratteri che altrimenti bisognerebbe pensare a tavolino e certo nin sarebbero così spontanei. Fino a diciott’anni non avevo idea di quello che avrei fatto” e fino a tre anni fa lavorava ancora nei mestieri più disparati. Va benissimo studiare recitazione, insomma ma avere uno stipendio in tasca aiuta, anche nell’autonomia artistica. E’ questo che ti aiuta dire di no a un progetto che non ti piace.

Shooting Stars, dove Borghi è stato indicato da Luce Cinecittà, è stato un autentico trampolino di lancio internazionale per interpreti che si sono poi affermati clamorosamente: Daniel Craig, Ludivine Sagnier, Rachel Weisz, Melanie Laurent. Dai candidati nazionali che i 38 paesi membri di European Film Promotion hanno proposto, la giuria di Shooting Stars 2017 – composta dall’attrice ed ex Shooting Star ungherese Dorka Gryllus, la casting director inglese Lucinda Syson, la produttrice portoghese Pandora da Cunha Telles, il regista svizzero Xavier Koller e il critico cinematografico svedese Jan Lumholdt – ha selezionato la rosa finale dei 10 attori europei emergenti che stanno partecipando durante la Berlinale a incontri con casting agent e stampa da tutto il mondo.

Alessandro Borghi, classe 1986, ha letteralmente stupito la giuria di Shooting Stars per il suo “carisma sbalorditivo” (così si legge nella motivazione ufficiale): si era subito imposto per il suo ruolo in Non essere cattivo di Claudio Caligari, presentato a Venezia 2015, che gli è valso una nomination come migliore attore protagonista ai David di Donatello 2016, e lo ha anciato dal Premio NUOVOIMAIE condiviso con SNGCI e SNCCI al premio Biraghi, alla prima edizione del Premio Graziella Bonacchi ricevuto a Taormina in occasione dei NASTRI D’argento in occasione dei quali era nominato anche come migliore attore non protagonista per Suburra di Stefano Sollima. Dopo essere tornato a Venezia lo scorso anno con l’opera prima Il più grande sogno di Michele Vannucci, lo rivedremo presto in Fortunata di Sergio Castellitto e il suo primo ruolo in un cast internazionale in Dalida della regista francese Lisa Azuelos.  E, biondo platino, nella serie tv nata da un altro successo cinematografico: Suburra.

Leggi anche